altro, fino a scoprirne le potenzialità nella personale ricerca di un’armonia fra mente e corpo. È così che Avalon – Centro benessere percepisce l’arte, trasformando il modo di sentirla in un progetto per far conoscere alcuni artisti contemporanei attraverso le loro opere. Il primo appuntamento è venerdì 29 novembre 2002, alle ore 18, al centro benessere di Borgo Grotta Gigante, a Sgonico (Trieste), con la vernice della personale dedicata a Ugo Nespolo curata da Piero Fattorini di Graffiti s.r.l. Introdotta dal critico Molesi, la mostra, che continuerà fino al 6 gennaio 2003 negli orari del centro, presenta le grafiche e i mosaici ad olio su legno di un artista che ha imparato dalle avanguardie storiche ad espandere il concetto di “arte” fino a farlo entrare esplicitamente nei territori del quotidiano.
bio Nato nel ’41 nella provincia biellese, dopo il diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti, Ugo Nespolo esordisce in un contesto, gli anni Sessanta, in cui l’arte pop si incontra-scontra con le prime sfumature concettuali e poveriste. Nespolo respira l’atmosfera di contaminazione di generi, temi, tecniche e materiali: è per questo che non pretende mai un “diritto d’appartenenza” ad una corrente specifica, caratterizzando la sua produzione solo attraverso un’individuale ironia di smontare la realtà d’ogni giorno per rimontarla in condensazioni in cui il quotidiano assume aspetti diversi, prospettive insolite. Il cinema, gli sperimentalismi, l’arte “applicata” dei manifesti, degli allestimenti scenografici, delle sigle televisive, dimostrano come Nespolo non sia definibile secondo etichette o schemi di pensieri troppo rigidi. Dopo il successo delle sue pellicole nella rassegna organizzata dal Centre Pompidou di Parigi, o in quella del Philadelphia Museum of Modern, l’affermazione di Nespolo arriva con l’antologica di Genova dell’86, a cui segue la personale che Milano, nel ’90, gli dedica negli spazi di Palazzo Reale. L’unica costante dell’artista continua ad essere quella di affacciarsi alle zone di confine, per attraversarle, esplorarle, viverle. Nel ’97 una mostra itinerante tocca le maggiori città sudamericane, nel ’99 espone a Perugia, a Villa Fidelia, un anno dopo al Palazzo Reale di Napoli. Oggi, Nespolo unisce idealmente la scena newyorkese con quella italiana, muovendosi costantemente tra gli Stati Uniti e il suo studio torinese, ancora una volta facendo suo lo stile di non averne uno specifico e vincolante.
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