Categorie: Speednews

Venezia/Padiglioni. Il Paese sommerso di Tuvalu all’Arsenale

di - 9 Maggio 2015
Questi giorni in cui Venezia sta scoprendo la sua Biennale sono talmente caldi che, mettendo da parte, almeno per un po’, l’ansia del vedere, verrebbe quasi voglia di rinfrescarsi con un bel tuffo. Purtroppo, l’acqua della laguna pare essere più adatta a raffreddare i bollenti spiriti – vedi i caduti (dal ponte) del vip party della Fondazione Prada – che a soddisfare voglie balneari fuori stagione. Però, se è vero che l’arte è anche esercizio dell’immaginazione, si può anche evitare di rovinare in acque limacciose e per provare la sensazione dei proverbiali piedi a mollo, non solo metaforicamente, basta farsi un giro al padiglione dell’isola Tuvalu. Ospitato alla Biennale per la seconda volta consecutiva, lo Stato polinesiano, il secondo più piccolo al mondo, con una superficie di 26 chilometri quadrati divisi tra 9 atolli e poco meno di 10mila abitanti, fa la sua bella figura, proponendo un’installazione ambientale che riesce nell’impresa di essere semplice nelle forme, suggestiva nell’atmosfera e diretta nel linguaggio. Dopo Destiny Intertwined, il padiglione del 2013, in Crossing the tide ritroviamo ancora il taiwanese Vincent J.F. Huang (1971), da sempre impegnato nella denuncia dei cambiamenti climatici prodotti dall’inquinamento ambientale. L’innalzamento degli oceani, conseguenza dell’espansione termica, mette Tuvalu in serio pericolo, rendendo i suoi esigui 4,5 metri di altezza massima sul livello del mare, una barriera facilmente superabile. Il nemico, ovviamente, non è il mare che, come ha precisato il curatore Thomas Berguis, fa parte della vita degli abitanti, con il suo colore salato che entra nella abitazioni durante le maree. L’unico nemico dell’uomo è se stesso e, allora, nel Padiglione, bisogna camminare con attenzione, procedendo sulle passerelle strette che, in alcuni punti, affondano per pochi centimetri nelle grandi vasche d’acqua. Circondati da una nuvola umida di vapore che riempie l’ambiente, immersivo nel senso stretto del termine, non sarebbe fuori luogo chiedere alle persone con i sandali se la temperatura dell’acqua sia gradevole. (Mario Francesco Simeone)

Articoli recenti

  • Mostre

Un artista italiano a Helsinki interroga il tempo presente: la mostra alla Oksasenkatu11

Alla galleria Oksasenkatu11 di Helsinki, la mostra di Piergiorgio Colone mette in tensione tempo e spazio, attraverso scultura, installazione e…

23 Gennaio 2026 11:30
  • Progetti e iniziative

Hubsuperstudio: un’ex fabbrica Pirelli diventa spazio per le arti a Napoli

Nell’ex Fabbrica Pirelli di via Galileo Ferraris, a Napoli, apre /hubsuperstudio, spazio nato da una iniziativa privata e dedicato a…

23 Gennaio 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Lucia Pietroiusti sarà la curatrice di Autostrada Biennale 2027, in Kosovo

La curatrice Lucia Pietroiusti è stata nominata alla guida della sesta edizione di Autostrada Biennale, in programma a Prizren, in…

23 Gennaio 2026 9:32
  • Mercato

ART SG 2026: artisti, gallerie e novità della fiera di Singapore

Da Gagosian a Thaddaeus Ropac, da Ming Wong a Esther Mahlangu: protagonisti, sezioni e nuove narrazioni globali della quarta edizione,…

23 Gennaio 2026 9:00
  • Fiere e manifestazioni

Una nuova fiera d’arte contemporanea a Milano: arriva Paris Internationale

Si svolgerà ad aprile 2026, negli spazi di Palazzo Galbani, la prima edizione fuori dalla Francia di Paris Internationale, la…

23 Gennaio 2026 1:05
  • Musei

«La collezione deve essere uno strumento sociale, utile per crescere insieme». Parola di Vanessa Carlon, direttrice di Palazzo Maffei

Alle soglie del sesto anno di Palazzo Maffei, che nel tempo ha definito un’identità museale oggi fortemente riconoscibile, incontriamo la…

23 Gennaio 2026 0:02