Lo spazio polifunzionale della libreria 47th Floor si apre alla strada, ospitando la personale di Verbo, writer protagonista del bombing anni ’90 con la crew PDB. La tecnica dello spray, affinata durante i blitz tempestivi alle carrozze dei treni (che questa testata condanna senza appello come vandalismo della peggior specie. Ndr), rivive su un supporto insolito: lastre tipografiche già incise e reinterpretate in chiave personale. La scrittura calligrafica di Verbo, scaturita dalla prassi consolidata del lettering, tende a coniare un alfabeto sui generis, strumento di una comunicazione autogestita e non omologata. Le lettere assumono l’abito futuristico d’ibridi bio-meccanici – metà insetti, metà robot – che indicano la reciproca impollinazione tra naturale ed artificiale nell’habitat urbano. Analoga è la metamorfosi che, progressivamente, lo stile di Verbo ha subito, cibandosi della città e, al tempo stesso, modificandola. Il leitmotiv della mostra, giocata sulla contaminazione di forme e codici espressivi, è risuonato nelle alchimie scratchate di dj Gengis (DMC Champion 2004 – Italia). (maria egizia fiaschetti)
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