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A cura di Moana Mayall, alla sua seconda edizione, “Vide Urbe” è la prima mostra interamente dedicata alla video arte e cinema esteso in tutti gli spazi pubblici a Rio, e si svolgerà in quattro diverse località del sud, nord, centro della città e nelle zone delle favelas. Installati in ambienti comunitari, i progetti di video arte di 23, tra artisti e collettivi, creeranno delle connessioni poetiche, con diversi temi e problemi riguardanti la città. “Vide Urbe” crede nel potere del video nelle strade, piazze e altri spazi vitali come un linguaggio esteso attraverso diversi approcci artistici. L’idea è quella di sostenere la produzione di opere capaci di creare nuovi visioni sulla città stessa e sulla comprensione del territorio come una rete di scambio e di trasformazioni. ‹‹In contatto diretto con la strada, la video arte è esposta alle percezioni del pubblico, provocando reazioni ancora più eterogenee nello spettatore grazie alle sue reinterpretazioni poetiche, ponendo non solo la questione del supporto per il video, ma anche la questione dell’assimilazione della produzione di arte contemporanea›› ha dichiarato Moana Mayall. Secondo la curatrice infatti si tratta anche di creare ambienti che riescano a coinvolgere ed includere un vasto numero di spettatori: la stanza buia dove proiettare il film è stata la forma sino ad oggi più comune. Ecco perché “Vide Urbe” cerca di superare questo format attraverso installazioni che contestualizzino i lavori nello spazio. Tra i lavori in mostra Relandscape, di Ivan Henriques, un’installazione video interattiva, sviluppata come una ricerca sul territorio, sulla memoria e sul tempo: un filmato mostra le immagini della città in quattro momenti diversi. Suggestiva anche Cristina Amazonas che, con l’opera Mirror Pixel, propone invece al pubblico l’emozione di osservare loro stessi in specchi con immagini sfalsate nei colori o ingrandite. “Vide Urbe” ha cercato così nel suo complesso di proporre lavori che possano mostrare la convergenza delle idee degli artisti e degli altri partecipanti in questo settore, per creare altre intersezioni nel campo dell’arte contemporanea e soprattutto nel dialogo poetico tra video arte e pubblico, anche della strada. (Francesca Iani)













