«Spero che Villa Croce possa essere percepita come un luogo in cui ci si confronta con l’arte in maniera sempre nuova. È l’occasione per dimostrare che i musei non sono rigidi contenitori, ma uno spazio in cui sia gli artisti, sia le persone vogliono trascorrere un po’ di tempo». Apre con queste dichiarazioni Ilaria Bonacossa, in una lunga pagina dedicatole sul quotidiano genovese Mentelocale.it. La nuova direttrice del Museo di Villa Croce, che all’indomani della sua nomina non aveva particolarmente “raccontato” i suoi progetti di curatrice/ direttrice -probabilmente più per tutelarsi e non perché mancassero-, oggi si “allarga” un po’, e anticipa le prime esposizioni targate Villa Croce: si comincia a settembre, il 28, con la mostra “Highlights” del fotografo Massimo Grimaldi, in un’installazione con i suoi famosi Mac di ultima generazione sui quali scorreranno le slide della costruzione di diversi ospedali nel mondo, grazie all’aiuto di Emercency. E visto che spesso Bonacossa ha ripetuto che il museo dovrà interagire con la città, detto fatto: in collaborazione con il Salone Nautico, legata all’arte e al design, dal prossimo 4 ottobre si metterà in scena “Love Boat”, ovvero tutta la creatività in rapporto con il mare e l’oggetto-barca. Alberto Tadiello invece avrà una personale dal prossimo 30 novembre. Nel 2013 si comincia a giocare un po’ di più, con una serie di mostre personali dove gli artisti saranno invitati ad esporre, insieme ai propri pezzi, una serie di opere prese dalla collezione permanente del museo: «Gli artisti saranno liberi di scegliere quali opere della collezione esporre insieme ai propri lavori, trasformandone in qualche modo anche l’interpretazione» afferma la neodirettrice. I primi due nomi in lista sono quelli dell’artista lituano Gintaras Didziapetris, in collaborazione con il Center for Contemporary Art di Vilnius e di Cristof Yvoré, pittore marsigliese. A Villa Croce poi vi sarà uno spazio dedicato a Peep-Hole, che occuperà il secondo piano e avrà a disposizione un piccolo budget. Una delegazione milanese a Genova, per sperimentare in toto.
Per i giovani artisti invece, dulcis in fundo, la Genova Summer School, un atelier aperto a cui parteciperanno due visiting professor, Christian Frosi e Charlotte Mont, che per un mese trasformeranno Villa Croce in un ambiente informale in cui i giovani potranno affiancare i maestri e creare le loro opere, così come il pubblico potrà incontrare gli artisti in una dimensione più “naturale”. «Nell’arte contemporanea non si gioca più sul concetto di ‘bello’, ma su quello di pertinente e gli artisti che guardano al futuro sono quelli che riescono a riflettere e mettere in discussione il nostro modo di vivere e di pensare» chiude Bonacossa. Un programma che, se sarà realizzato in toto, non avrà granché da invidiare a molti altri musei italiani. E voi, che ne pensate?