Categorie: Speednews

Vincenzo Agnetti, se ci sei batti un colpo! Milano festeggia il grande artista, da Sotheby’s e nel suo vecchio studio. Facendo scattare un allarme

di - 2 Febbraio 2016
1973, In allegato vi trasmetto un audiotape di 30 minuti; 1968, Macchina drogata e 1978, Riserva di caccia, sono opere del poliedrico guru dell’arte Concettuale Vincenzo Agnetti (1926-1981), pittore, saggista e teorico, autore di romanzi sperimentali, esposte come gioielli da Bulgari nella nuova sede di Sotheby’s a Palazzo Serbelloni, a Milano, dove la sua voce ipnotica snoda le potenzialità del linguaggio, scandisce frasi ricavate dal flusso del ragionamento, intorno ai temi del TRADOTTO, RIDOTTO, DIMENTICATO.
Sono opere dell’Archivio del’artista, in via Macchiavelli 30, dove dal 5 febbraio nello storico studio saranno esposti un’altra serie di lavori realizzati dal 1976 e al 1980. Il vernissage di ieri sera, nell’elegante palazzo dagli stucchi dorati, della mostra a cura di Bruno Corà, è stata occasione per presentare Archivio 01, primo di una serie di piccoli libri che documentano il lavoro e valorizzano l’aspetto più visionario e creativo di Agnetti, in cui parole, numeri, immagini s’intrecciano in libertà, creando un cortocircuito cognitivo, diventano un pretesto per operare sul linguaggio, in cui si celebra l’avvento.
Questi e altri testi dissolti nelle sequenze di lettere, frammenti di frasi recuperate e rese non leggibili, all’improvviso sono state disturbate, ieri sera, da un invasivo e casuale segnale d’allarme. Si, verissimo, di quelli antincendio, a luce rossa collocati sopra le porte, emettitori di suggerimenti su come mettersi in salvo. Paradossale no?
ChissĂ , forse, sarĂ  stata la presenza dello spirito di Agnetti, che piĂą di altri ha operato emblematiche rotture del discorso estetico, che ha fatto dei concetti composizioni, equivalenti a quelle composte con colori ad olio, trasformando il linguaggio in tempo e azione, e dispositivo cognitivo.
E da Sotheby’s in Corso Venezia l’allarme non era poi così fuori luogo, e forse si è attivato per farci pensare all’eccesso di “vetrinizzazione” del Concettuale nel sistema dell’arte, sempre più decontestualizzato, svuotato di senso e ridotto a ready made di una ricerca teorica o creativa perduta, souvenir di investigazioni complesse di associazioni soggettive, esposte come “parure” del pensiero. (Jacqueline Ceresoli)

Articoli recenti

  • Mostre

It’s Cold Outside. Alessandro Artini protagonista a Ortisei

Fino al prossimo 15 marzo, a Ortisei, la Galleria Doris Ghetta ospita “It's Cold Outside”, mostra personale di Alessandro Artini,…

20 Febbraio 2026 0:02
  • Fotografia

90 anni di fotografia italiana e non solo, in bianco e nero: la mostra a The Pool di Milano

Gli spazi di The Pool NYC di Milano ospitano il secondo capitolo di un ambizioso progetto espositivo dedicato al grande…

19 Febbraio 2026 18:30
  • Fiere e manifestazioni

Investec Art Fair apre le porte a Cape Town: la proposta delle gallerie italiane

Apre le porte la 13ma edizione di Investec Art Fair di Cape Town: cinque gallerie italiane costruiscono percorsi distinti, tra…

19 Febbraio 2026 17:39
  • Beni culturali

Campanile di Giotto, al via i restauri: un investimento da 60 milioni per Piazza del Duomo a Firenze

Al via il restauro integrale del Campanile di Giotto, mentre sono in conclusione i lavori al Collegio Eugeniano e prosegue…

19 Febbraio 2026 17:03
  • Mostre

La promessa latente nella fotografia perturbante di Linda Fregni Nagler

Con una serie di opere realizzate nell’arco degli ultimi vent’anni, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di…

19 Febbraio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Collezionare significa costruire un ecosistema complesso: intervista a Eugenio Sidoli

Amministratore delegato di Max Mara e fondatore, insieme alla moglie Sandra Varisco, di SpazioC21 di Reggio Emilia, Eugenio Sidoli ci…

19 Febbraio 2026 13:54