Per le gallerie si tratta di una vetrina d’eccellenza ben lontana dalle fiere “reali”, dove il pubblico, seduto comodamente a casa propria, può richiedere informazioni attraverso chat e farsi un’idea anche attraverso contributi di critici e artisti degni di nota. Sono già disponibili tour virtuali con le voci di galleristi delle più svariate tipologie e si possono ascoltare anche le voci sull’arte di Ai Weiwei e tra poche ore arriverà anche il contributo di Marina Abramovic. Una modalità “alta” di fruizione per cercare di attrarre nuovo pubblico all’arte, magari anche di neofiti, come prova a fare anche AAF, che però cercano l’esclusività senza i prezzi contenuti e senza la necessità di doversi presentare in prima persona agli stand.
Insomma, tutt’altra musica in questa seconda edizione di Vip Art Fair. L’anno scorso era stata ribattezzata su twitter la VIP Fail a causa dei problemi di navigazione del sito. Quest’anno, invece, VIP Art Fair ha un website nettamente migliorato anche nelle grafiche, è navigabilissimo e decisamente semplice in ogni sua parte. Una condizione che sicuramente permetterà di bissare i contatti della prima edizione: oltre 40mila visite da quasi 200 paesi nel mondo e più di 7 milioni e mezzo di clic alle opere “esposte”.
Le fiere che hanno aderito all’iniziativa ondine, anche quest’anno, sono le più importanti del mondo, da Gagosian a Paula Cooper, White Cube, Galleria Continua e Yvonne Lambert, solo per fare qualche nome. Il fenomeno interessante è che, a parte le vendite che avvengono attraverso canali tradizionali, si è di fronte a una manifestazione in qualche modo “didattica” per gli utenti che già masticano arte contemporanea ad alti livelli e per chi, invece, ha bisogno di conoscere il mondo dell’arte di serie A. (marianna agliottone)