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Virginia Raggi contro Dario Franceschini. Sul piatto la gestione degli incassi del Colosseo

di - 21 Aprile 2017
Sembra tutta questione di allocazione di soldi: secondo la Sindaco di Roma, Virginia Raggi, l’Amministrazione del Mibact – quindi dello Stato Italiano – nel nuovo corso del Colosseo come “ente autonomo”, riscriverebbe gli affari che finiscono nella casse di Roma Capitale: “La bigliettazione dei Fori porta circa 40 milioni che andrebbero al Governo anziché alla Sovrintendenza speciale. Il Governo girerebbe a questa solo il 30 per cento. Non possiamo accettare scelte calate dall’alto” è stato il messaggio della Raggi, che ha annunciato il ricorso al TAR.
Apriti cielo. La volontà di annullamento del decreto Mibact dello scorso 12 gennaio, con cui è stata indetta la selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore del Parco archeologico del Colosseo, che secondo Dario Franceschini ha già visto la partecipazione di 84 candidati da tutto il mondo, ha scatenato un immancabile putiferio.
“È incredibile che i 5 stelle che si riempiono quotidianamente la bocca di cambiamento, trasparenza e innovazione ricorrano davanti al Tar per bloccare a Roma una riforma che sta dando frutti in tutta Italia. Il Parco archeologico del Colosseo diventa finalmente un istituto autonomo dotato di un proprio bilancio e con un direttore scelto con una selezione internazionale, con lo stesso identico percorso che ha portato in Italia profondi cambiamenti al sistema museale, apprezzati in tutto il mondo e che stanno dando importanti risultati”, ha riportato immeditamente in una nota Franschini, aggiungendo che per sostenere la “tesi” della Raggi “Vengono usati argomenti falsi”. Assicura, infatti, sempre Franceschini, che non cambierà nulla nel rapporto tra la città e l’area archeologica e resterà identico l’utilizzo degli incassi del Colosseo su Roma.
La Raggi, stavolta, avrebbe anche la vicinanza di Sinistra per Roma, che già mesi fa aveva chiesto a Franceschini di fermare questo “atto” che impoverisce il patrimonio culturale di Roma. Sembra insomma, tra le altre cose, che la Sindaco voglia farsi sentire più vicina all’interesse comune della città. Peccato però che i fondi per i Beni Culturali messi a disposizione dalla municipalità di Roma finora non ci sembra abbiano fatto molta “differenza” rispetto alla situazione della città, sia per quanto riguarda l’antico che il contemporaneo. E allora forse sarebbe meglio lasciar gestire al Mibact. E peccato anche perché la Raggi sbaglia anche i toni, annunciando “Franceschini saprà presto come Roma Capitale ha deciso di muoversi”. E infatti qualcosa si è mosso, sulle rovine dell’Antico Impero.

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