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Whitney Museum new entry: Jay Sanders diventa uno dei nuovi curatori dell’istituzione newyorkese. Grazie a una donazione |

di - 16 Luglio 2012
L’avevamo già nominato diverse volte in passato, come curatore di una sezione della Biennale del Whitney di quest’anno. Ora però arriva l’ufficializzazione. Dai prossimi giorni Jay Sanders si unirà al “personale di servizio” permanente del museo newyorkese, con un compito ben preciso: curare la parte inerente alle discipline dello spettacolo. I direttori Adam D. Weinberg e Alice Pratt Brown hanno commentato: «Jay è un curatore visionario eccezionale. Il suo ruolo sarà la prima posizione a tempo pieno che comprenderà le arti dello spettacolo, un’area che è stata a lungo di grande importanza per il Whitney. Siamo fiduciosi che Jay espanderà la storia dell’attenzione del Whitney per l’arte “live” attraverso contatti con gallerie e teatri, rendendo di nuovo il museo un polo centrale per queste attività».
Donna De Salvo, Curatore Capo e Vice Direttore per i programmi del museo, ha invece osservato che l’ingresso di Sanders in questo momento è molto proficuo, soprattutto in relazione all’apertura, tra qualche decina di mesi, della nuova sede di Meatpacking. «La sua nozione allargata di arte è fondamentale per il pubblico degli Stati Uniti».
Ex direttore della Greene Naftali Gallery di New York, Sanders ha curato con Elisabeth Sussman, la mostra della Biennale al quarto piano del Whitney, trasformato per l’occasione in un grande spazio aperto dedicato a una vasta gamma di spettacoli e residenze di artisti presenti alla manifestazione.
Oltre ad organizzare moltissime mostre, concerti e letture nel corso dell’ultimo decennio, Sanders ha curato anche la tre giorni del progetto “Numina Lente”, la maratona di musica e performance del Clemente Soto Velez Center di New York. Nel 2005 con Paul Chan ha avuto spazio alla Biennale di Lione, curando eventi al MoMA, al Festival Bumbershoot di Seattle, al MUMOK di Vienna, collaborando anche all’Anthology Film Archives di Performa 05, nonché redattore per Artforum e Parkett.
Ma da dove viene questa nomina? Dalla Andrew W. Mellon Foundation, che grazie a una generosa sovvenzione triennale a sostegno del programma del museo, permette anche di nominare un curatore che provvederà alla ricerca e pianificare le arti dello spettacolo di programmazione per i prossimi tre anni, sia al Breuer, che nel nuovo edificio. E stavolta è toccato a Sanders.

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