(Da sx: Ilenia Caleo, Silvia Calderoni, Michele Di Stefano, Silvia Bottiroli_foto di Claudia Pajewski )
Domenica, 15 settembre, si è conclusa la 19ma edizione di Short Theatre – Viscous Porosity, l’ultima diretta da Piersandra Di Matteo. Nel 2021 la curatrice aveva preso le redini del festival di teatro e arti performative di Roma denotandolo nel panorama nazionale per un approccio radicale e innovativo, focalizzandosi su temi come l’accessibilità , la decolonialità e il transfemminismo. Un lavoro durato tre anni per rigenerare il rapporto del festival con la dimensione urbana, ampliando le connessioni con la scena artistica locale e internazionale e avviando una riflessione profonda sulle disabilità come campo di sperimentazione estetica.
Il festival ha offerto un paesaggio artistico poroso, in cui pratiche e visioni di diverse generazioni si sono intrecciate, trasformando l’esperienza del pubblico e ridando vitalità alla comunità . Questo dialogo tra corpi, idee e performance ha arricchito il tessuto sociale e culturale della città , creando un discorso collettivo che ha attraversato ogni spettacolo e incontro.
Con oltre 5.200 persone, coinvolgendo 78 operatori culturali e stampa, e presentando 89 appuntamenti tra spettacoli, live, DJ set, installazioni e laboratori gratuiti, distribuiti in 13 diverse location si conclude quindi il triennio di Di Matteo. E Short Theatre si prepara ora a una nuova fase. A seguito di una call pubblica lanciata da AREA06, l’associazione che organizza il festival dal 2006, la direzione artistica passa a un collettivo di quattro artiste e curatrici di fama internazionale: Silvia Bottiroli (già direttrice di Santarcangelo Festival), Silvia Calderoni (performer e attrice), Ilenia Caleo (performer e ricercatrice) e Michele Di Stefano (coreografo e performer). Questa nuova configurazione plurale, frutto di una scelta consapevole, mira a proseguire il lavoro di ricerca e sperimentazione che ha sempre caratterizzato il festival, puntando sulla collaborazione e sulla complementarità delle competenze.
Short Theatre, alle soglie della sua 20ª edizione, continua a rappresentare una piattaforma essenziale per l’arte performativa contemporanea, capace di generare dialogo e riflessione critica in un momento storico complesso. Grazie alla sua apertura e alla sua natura inclusiva, il festival si conferma uno spazio dove la creazione artistica non solo rispecchia la realtà , ma la trasforma, offrendo nuove prospettive e possibilità per il futuro.
La mostra personale di Erika Pellicci alla Galleria ME Vannucci di Pistoia, fino al 16 febbraio 2026, ritrae un’intimitĂ in…
A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarĂ …
360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…
Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…
A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…
Al Complesso di San Giovanni di Catanzaro, un progetto espositivo che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con l’immaginario…