Con la mostra intitolata “Poesie di terra-Poetnia” e dedicata all’opera di Oreste Ferrando si chiude per quest’anno il ciclo Aosta Contemporanea, che ha visto avvicendarsi, nelle sale della Torre del Lebbroso, le esposizioni di cinque giovani artisti valdostani, oltre a Ferrando: Giuliana Cunéaz, Patrizia Nuvolari, Sarah Ledda, Patrizia Valcarenghi e Luciano Finessi. Antonella Crippa, curatrice dell’intero progetto espositivo, si è posta l’obiettivo di focalizzare l’attenzione del pubblico sul senso d’identità e di appartenenza ad un territorio.
Attraverso un gruppo di opere realizzate con le tecniche più svariate, Ferrando suggerisce che il territorio può essere letto come una pagina scritta, capace di rivelare molte informazioni sulla storia e sulla cultura della gente che lo abita.
Ferrando è anche autore di poesie tradizionalmente scritte con le parole, ma il senso che l’artista dà al termine “poesia” è in realtà molto più complesso: i suoi componimenti poetici sono spesso costituiti da quadri e installazioni, attraverso i quali egli “fa parlare” la terra, di se stessa e anche degli uomini che la vivono. Si tratta di “poesie di terra”, come lui stesso le definisce, che s’intitolano “Ground Poems”, “Narrativa”, “Writing”, “Mondoteca”, “Taoteca” e “Tecatotem”.
“Poetnia” intende mostrare il risultato di un lungo e paziente lavoro articolatosi durante tutto l’anno passato. Il primo momento è coinciso con l’inserimento di pezzi di carta accartocciati, sui quali erano scritti alcuni versi poetici, nelle crepe della terra presso la cava del Ventoux, vicino a Châtillon. Parte della documentazione fotografica costituisce oggi la base per la realizzazione delle teche, che l’artista stesso così descrive: “L’allestimento delle teche, che rappresenta il momento speculativo dell’evoluzione dell’intervento, è una sorta di paesaggio mentale e interiore costruitosi dalla sedimentazione di memorie.
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Giorgia Meneguz
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Componimenti poetici costituiti da quadri e installazioni, attraverso i quali egli "fa parlare" la terra di se stessa e anche degli uomini che la vivono. La fantasia poetica,costituita da sedimentazione di memorie, è per Oreste Ferrando interesse per le storie umane che hanno attrversato i luoghi. L'arte, l'interiorità si realizzano nel modo più consono al sentire dell'artista, certo è interessante e particolare la realizzazione di Oreste Ferrando.