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Fino al 1.VII.2001 | Oreste Ferrando. Poesie di terra-Poetnia | Aosta, Torre del Lebbroso

di - 27 Giugno 2001

Con la mostra intitolata “Poesie di terra-Poetnia” e dedicata all’opera di Oreste Ferrando si chiude per quest’anno il ciclo Aosta Contemporanea, che ha visto avvicendarsi, nelle sale della Torre del Lebbroso, le esposizioni di cinque giovani artisti valdostani, oltre a Ferrando: Giuliana Cunéaz, Patrizia Nuvolari, Sarah Ledda, Patrizia Valcarenghi e Luciano Finessi. Antonella Crippa, curatrice dell’intero progetto espositivo, si è posta l’obiettivo di focalizzare l’attenzione del pubblico sul senso d’identità e di appartenenza ad un territorio.
Attraverso un gruppo di opere realizzate con le tecniche più svariate, Ferrando suggerisce che il territorio può essere letto come una pagina scritta, capace di rivelare molte informazioni sulla storia e sulla cultura della gente che lo abita.
Ferrando è anche autore di poesie tradizionalmente scritte con le parole, ma il senso che l’artista dà al termine “poesia” è in realtà molto più complesso: i suoi componimenti poetici sono spesso costituiti da quadri e installazioni, attraverso i quali egli “fa parlare” la terra, di se stessa e anche degli uomini che la vivono. Si tratta di “poesie di terra”, come lui stesso le definisce, che s’intitolano “Ground Poems”, “Narrativa”, “Writing”, “Mondoteca”, “Taoteca” e “Tecatotem”.
“Poetnia” intende mostrare il risultato di un lungo e paziente lavoro articolatosi durante tutto l’anno passato. Il primo momento è coinciso con l’inserimento di pezzi di carta accartocciati, sui quali erano scritti alcuni versi poetici, nelle crepe della terra presso la cava del Ventoux, vicino a Châtillon. Parte della documentazione fotografica costituisce oggi la base per la realizzazione delle teche, che l’artista stesso così descrive: “L’allestimento delle teche, che rappresenta il momento speculativo dell’evoluzione dell’intervento, è una sorta di paesaggio mentale e interiore costruitosi dalla sedimentazione di memorie. La teca ne è appunto il contenitore, da conservare/curare nel suo punto-continuo di trasformazione; una specie di plastico astratto, un lavoro in scala: dove la scala presuppone il passaggio da un luogo all’altro, sia fisico che mentale, crea distanze intercambiabili, serve a far prendere coscienza delle diverse realtà percettive e dove il vetro è soluzione di continuità tra interno ed esterno”. Quelli di Ferrando sono lavori di “ambient-azione”, come li definisce l’artista, che possono in parte ricollegarsi all’esperienza della Land Art, ma che aggiungono, alla manipolazione del paesaggio, un particolare interesse per le storie umane che hanno attraversato i luoghi interessati dall’azione artistica.

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Giorgia Meneguz
Mostra visitata il 16 giugno


Oreste Ferrando. Poesie di terra-Poetnia. Aosta, Torre del Lebbroso, Via Torre del Lebbroso, 11100, tel. Ufficio Mostre +39 0165 230545, fax +39 0165 230710, website: www.regione.vda.it
Dal 25 maggio al 1º luglio 2001.
Orario di visita della mostra: tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30.
Ingresso libero.
Catalogo: Oreste Ferrando. Poesie di terra-Poetnia, con presentazione di Francesco Poli, un’intervista di Antonella Crippa all’artista e un testo di Nurye Donatoni, Aosta, Arti Grafiche Duc, 2001. Testi in italiano e in francese.
Accesso disabili: No; audioguide: No; bar: No; tempo visita: 45 minuti.


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  • Componimenti poetici costituiti da quadri e installazioni, attraverso i quali egli "fa parlare" la terra di se stessa e anche degli uomini che la vivono. La fantasia poetica,costituita da sedimentazione di memorie, è per Oreste Ferrando interesse per le storie umane che hanno attrversato i luoghi. L'arte, l'interiorità si realizzano nel modo più consono al sentire dell'artista, certo è interessante e particolare la realizzazione di Oreste Ferrando.

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