Categorie: torino

fino al 10.II.2007 | Paul Etienne Lincoln | Torino, Guido Costa

di - 15 Dicembre 2006

Tra le diverse proposte dell’autunno, momento di maggior fermento nel panorama torinese, Guido Costa presenta un progetto molto interessante e articolato di Paul Etienne Lincoln (Londra, 1959).
In questa seconda personale, l’artista, londinese di nascita, ma americano d’adozione, espone per la prima volta un prototipo di automobile, esito di lunghe ricerche personali e frutto di una sperimentazione laboriosa e complessa, che l’ha coinvolto per trent’anni. L’idea iniziale risale, infatti, al 1976 ed è rimasta in lavorazione per questo lungo arco di tempo, subendo ampliamenti, modifiche e ripensamenti. Il prototipo è a grandezza naturale ed è stato progettato e realizzato artigianalmente dallo stesso Lincoln, evitando di impiegare i pezzi in commercio. La macchina è dotata di un motore Panhard Levassor Tigre, un meccanismo di derivazione aeronautica, che si alimenta a benzina, propano e olio di lino, ed è perfettamente funzionante, testato dallo stesso Lincoln.
La lunga progettazione e l’elaborata sperimentazione, sicuramente necessarie a realizzare un’opera così ambiziosa, non si devono soltanto a motivazioni tecniche, ma anche al parallelo e indispensabile supporto concettuale che sorregge il mezzo. Come si vede dalle dettagliate tavole tecniche e dai reperti fotografici e testuali esposti in mostra come parte integrante del lavoro, il veicolo è il concentrato del percorso artistico di Lincoln, la ricerca delle relazioni tra uomo e macchina. Il legame, quindi, tra natura e scienza è lo scheletro vero del prototipo, la spinta che ha sorretto la lunga e meticolosa realizzazione dell’opera. Il binomio uomo-meccanica si risolve in un prodotto altamente tecnologico, ma attento all’uomo e alle sue esigenze, che si evidenzia nella scelta di utilizzare un veicolo il più possibile pulito e nello studio di un sofisticato meccanismo di combustione, che, letteralmente, “dà vita” alla macchina.

La tuta blu da meccanico ufficiale della Panhard Special, appesa alla parete, si associa alla particolare divisa da pilota posta sul manichino e creata dall’artista, un elegante giubbotto collegato alla macchina stessa attraverso un sistema di tubi d’aerazione. Una volta alla guida, l’uomo interagisce con la meccanica del mezzo, diventa un tutt’uno con esso, riuscendo addirittura a mantenere costante la propria temperatura corporea.
La mostra comprende anche altri “accessori”, ossia quegli elementi che hanno preso forma nel lungo viaggio del veicolo, dall’originaria idea di trent’anni fa fino allo spazio della galleria, passando attraverso il Friuli, dove il prototipo è stato restaurato, e il Lingotto, dove –siamo a Torino, non poteva essere altrimenti- è stato testato.
Le sezione dedicata alle spiegazioni tecniche, infatti, si compone non soltanto di dettagliati schemi ingegneristici, ma anche di fotografie d’epoca, di spiegazioni di altri progetti di Lincoln e di ritagli di avvenimenti, prelevati dalla storia, dalla cultura e da una leggendaria mitologia della meccanica dell’ultimo secolo, mescolati secondo una personalissima poesia.
Sulla parete un video testimonia l’effettivo viaggio della macchina una volta restaurata e il positivo superamento dei test nella pista rialzata del Lingotto. Il momento culminante e il più suggestivo sono i cinque giri all’interno del Lingotto per raggiungere il circuito di prova: ad ogni giro corrisponde una bandiera, ogni bandiera superata definisce il percorso a spirale della struttura interna dello stabilimento, rappresenta un moto ascensionale di conquista, la conferma pratica e tangibile dei lunghi studi preparatori.

ilaria porotto
mostra visitata l’11 novembre 2006


dall’undici novembre 2006 al 10 febbraio 2007
Paul Etienne Lincoln – The Velocità of Thought
Guido Costa Projects, Via Giuseppe Mazzini 24
10123 Torino – T ù+39 011 8154113 – F +39 011 8158004
info@guidocostaprojects.comwww.guidocostaprojects.com
Ingresso libero – Lunedì-sabato 11.00-13-00/15.00-19.00


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

A Venezia, le fotografie di Man Ray ci riportano alla Biennale del 1976

A cinquant’anni dalla Biennale Arte 1976, la Biennale di Venezia ripercorre il progetto di Janus dedicato a Man Ray, trasformando…

12 Febbraio 2026 0:02
  • Attualità

exibart 131 contro l’arroganza, il pregiudizio e il gossip a tutti i costi

L'uscita del numero di exibart 131 è stata l'occasione di un'analisi su censura e soft power oggi. Un momento necessario…

11 Febbraio 2026 20:41
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Lione 2026 si riscoprirà l’economia poetica di Robert Filliou

Curata da Catherine Nichols, la Biennale di Lione 2026 esplorerà il legame tra economia e arte, ispirandosi al pensiero di…

11 Febbraio 2026 16:26
  • Mercato

PRIVATE VIEW. Promuovere l’arte secondo Banco BPM

Un nuovo spazio su exibart, promosso da DUAL Italia, interamente dedicato al collezionismo e al mercato dell’arte. Ecco la visione…

11 Febbraio 2026 13:54
  • Fotografia

Sentire l’altro con delicatezza, nelle immagini sensoriali di Betty Salluce

Allo showroom Gaggenau di Milano, una mostra di Betty Salluce apre un nuovo punto di vista sul rapporto tra corpo…

11 Febbraio 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Respira, scioglie e ritorna. Il progetto inedito di William Kentridge al MAXXI di Roma

Dopo dieci anni, William Kentridge e Philip Miller tornano a Roma con BREATHE DISSOLVE RETURN, cine-concerto immersivo ospitato nella galleria…

11 Febbraio 2026 13:17