Queste porzioni architettoniche, realizzate in gesso e profilate, rivelano, in sezione, la consistenza materica del supporto. Registrando l’istante in cui la sostanza viva si addensa e diventa forma, lo spaccato lascia trapelare, letteralmente, un aspetto nascosto della creazione. Su questi basamenti di derivazione classica sono appoggiate forme elementari: ciotole di piombo o argilla, canne, scatole tonde in legno, segmenti ricoperti di stoffe.
Le opere possiedono titoli suggestivi, colti nei luoghi di confine letterario tra sinestesia e iperbole. Suonerò tamburi, costruirò palazzi si riferisce a un ritmo ancora inesistente, abbozzato soltanto dall’accostamento di nude geometrie: linea, cilindro, armatura di sostegno. Le parole, allo stesso tempo, esagerano ironicamente la portata della costruzione, riducendo ad un motto di spirito l’intuizione degli elementi da riprodurre per erigere un edificio vero e proprio.
Il Grande Verde presenta un telaio ready made, sul quale i segni del tempo hanno impresso le tracce di una sorta di sudario inumano, registratore di stratificazioni meccaniche o casuali. Il colore è una sfumatura, di difficile definizione: ancora una volta, i termini in cui ci viene presentato ne accentuano il carattere di approssimazione. Le frequentazioni di Adriano Campisi sono architetture in volo, composizioni in viaggio alla ricerca di un messaggio da veicolare.
Ivan Fassio
mostra visitata il 4 Dicembre 2012
dal 4 dicembre 2012 al 12 gennaio 2013
Adriano Campisi, Frammenti di un Canto
Franz Paludetto, Torino
via Stampatori, 9 – (10122) Torino
Orari: da martedì a sabato 15-19
Ingresso libero
Info: Tel.: 011 4546390, info@franzpaludetto.com, torino@franzpaludetto.com, www.franzpaludetto.com
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