Un edificio, un tempo adibito a fabbrica, con un cortile interno. Alcuni gradini e si accede alla galleria, attraverso un breve ingresso intonacato bianco. Flavio Favelli ( Bologna, 1967) cambia i connotati dell’ambiente e ricostruisce uno spazio interiore ”una tomba, ma da vivo, una vera e propira casa”, luce e buio inclusi.
Plafoniere al neon, realizzate dall’artista, illuminano trasversalmente le opere. Sono ingombranti assemblaggi di legni, piastrelle, specchi, guarnizioni arredative, sedie, coperti da tinte pacate ed evocative. Oggetti/sculture claudicanti ma ossessivamente ordinati nella loro frammentata aggregazione. Rifugi e archivi della memoria, condensazioni di vissuto riconoscibili solo attraverso un incontro fisico, diretto.
Poi il percorso si distende e l’emozione, l’attesa compressa, si placa nella pausa della grande stanza terminale, di cui Favelli esplicita l’essenza. Niente di rassicurante. A terra tappeti persiani tagliati a pezze e ricuciti accostando tessiture contrastanti. Poi un grande letto-piedistallo e, al centro, un portale incoronato da una balaustra verniciata. La soglia è sottolineata da un fragile cancello semiaperto. Due montanti e un architrave, simmetrici solo in apparenza: a terra, nasce dal buio una protesi lignea che abbraccia il pilastro, e porta un rubinetto. Forse uno spiraglio attraverso cui la linfa vitale può scorrere per sgorgare al di là del margine segnato.
articoli correlati
vetrina dell’ostensione
moltitudini-solitudini
biennale di venezia-clandestini
federica bianconi
mostra visitata l’8 novembre 2003
Fino al 27 settembre, con oltre 150 opere, la mostra racconta un artista eccentrico e incredibilmente colto, capace di attraversare…
Fondazione Italia Patria della Bellezza lancia la seconda edizione di ITALIA PAZZA, la open call che mette in palio residenze…
Dopo i duecento giorni di “noise” alla Biennale di Venezia 2022, l'artista australiano torna in Italia con la sua prima…
Si è spenta a 97 anni in Provenza la nuora del genio andaluso. Senza la sua tenacia e la sua…
Per la sua mostra negli spazi di Supernova a Roma, Mattia Pajè lavora sulla cultura del rave come spazio potenziale,…
«Non c’è un’altra isola nel Mediterraneo con una scena artistica così consolidata». Lo racconta a exibart il direttore Daniel Hug,…
Visualizza commenti
Una mostra davvero stupenda: semplicità e calore. una vera casa!
COMPLIMENTI FLAVIO!!!!