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fino al 14.II.2006 | Cortocircuito | Novara, Ex Palazzo Enel

di - 26 Gennaio 2006

Il motivo principale dell’interesse suscitato dalla collettiva curata da Marco Tagliaferro è la scelta del luogo. Senza nulla togliere agli artisti, va sottolineato che la scelta di un palazzo un tempo adibito a luogo della produzione nel cosiddetto terzo settore è senz’altro interessante. Pur non essendo una novità assoluta, l’indagine che verte su quelle aree compie un passo in avanti rispetto all’ormai abusata quanto scenografica utilizzazione delle archeologie industriali.
Dunque, dove in un tempo non troppo remoto si accalcavano file di cittadini sbuffanti e fluivano placidamente proverbiali burocrazie di “statali, parastatali e affini”, come avrebbe detto Gaber, per un mese si insediano una quindicina di giovani artisti. Ai quali non sono però state commissionate opere ad hoc, fatta eccezione soprattutto per l’installazione di Marco Magni, una sorta di guest star della collettiva. Un limite dettato dal budget e che, pur non inficiando la riuscita della mostra, ne riduce l’impatto potenziale. Una delle conseguenze è il prevalere della suggestione dei luoghi su molte delle opere, tanto più queste ultime dimostrano di essere lì per un’occasione e non certo perché quello sia il luogo espositivo per cui sono state pensate. Naturalmente, alcune meglio di altre riescono a sopperire alla lacuna, per merito delle scelte curatoriali e degli stessi artisti. Ma è fuor di dubbio che fra quelli meglio riusciti vi siano proprio i lavori concepiti per la mostra. Innanzitutto Snow (2006) di Nicola Gobbetto, un’installazione fatta di circoli di zucchero a velo disposti ordinatamente sul pavimento, una dislocazione dei tragitti guidati dell’utenza ormai fantasmatica, che così si sarebbe potuta addolcire. Con discreta manualità, Eliana Frontini ha occupato alcuni ripiani dei banconi con origami composti usando documenti e carta intestata (Sono sempre gli altri che muoiono, 2006). Anche in questo caso, un riposizionamento delle finalità e funzionalità dell’oggetto. E ancora, con un’operazione più semplice, il monitor della telecamera di sorveglianza che, nella reinterpretazione di Paolo Gonzato, esibisce le classiche bande multicromatiche verticali sinonimo televisivo di trasmissione interrotta (1 Khz, 2006).
Nel caveau è installato Nighiri Sushi Prize (2006) di Marco Magni. Nel freddo spazio ipogeo, varcata la soglia custodita da un’imponente blindatura, saltano agi occhi due piastre circolari rosse, riscaldate a 37 gradi, ossia alla media della temperatura corporea umana. Sulla parete di fondo, su una piccola mensola, due modellini di sedute Vitra, sulle quali riposano altrettanti bocconi di sushi in cera. Stereotipi a confronto, che per effetto del calore umano si potranno fondere? Daranno origine a uno stereotipo globalizzato oppure a una transculturalità meno standardizzata? Domande stimolate da un lavoro di indubbia eleganza formale, che senz’altro giustificano la sua collocazione privilegiata, dove il cortocircuito è tutto interno all’opera e non causato dalla interferenza fra lavori differenti, come talora accade al piano superiore.

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Cortocircuito: coincidenze ed incontri segnici
A cura di Marco Tagliafierro
Artisti invitati: Roberto Ago, Antonio Barletta, Valerio Carrubba, Alessandro Dal Pont, Riccardo Del Conte, Andrea Dojmi, Eliana Frontini, Nicola Gobbetto, Paolo Gonzato, Marco Magni, Andrea Pescio, Paolo Piscitelli, Matteo Tontini, Simone Tosca, Luca Trevisani, Lucia Uni
Ex Palazzo Enel
Corso Felice Cavallotti 31 – 28100 Novara
Orario: sabato e domenica dalle ore 16 alle ore 19
Info: tel. +39 0321620918; info@nacweb.it; www.nacweb.it


[exibart]

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