L’allestimento della Fiera di Sant’Orso, che annualmente si svolge ad Aosta tra il 30 e il 31 gennaio, ha sempre costituito un momento molto importante per i valdostani e per l’artigianato di questa valle. Questo, infatti, è il milleunesimo anno in cui questa manifestazione, che affonda le sue radici nelle più profonde tradizioni della regione, trova spazio. L’importanza di un simile evento non è sfuggita al presidente della Giunta Dino Viérin che, lo scorso 18 dicembre, ha inaugurato una mostra fotografica dedicata appunto alla Fiera di Sant’Orso. Le fotografie, scattate da un’équipe di fotografi coordinata da Stefano Torrione, non riguardano però la documentazione di un anno qualunque. Tutte le immagini sono state scattate durante la passata edizione della Fiera avvenuta a gennaio del 2000, anno in cui l’evento ha festeggiato la sua nascita millenaria. Con questa mostra di fotografie si vuole in un certo senso segnare simbolicamente un passaggio importante per questa manifestazione, la cui prima edizione è appunto avvenuta nell’anno 1000. Le foto riprendono elementi caratteristici e momenti salienti di quei due giorni in cui la tradizione dell’artigianato valdostano riprende il proprio posto d’onore. Attraverso queste immagini si può capire come quest’evento sia un incontro tra leggenda e storia dove la festa laica e la festa religiosa si uniscono inscindibilmente. Il culto di Sant’Orso in Valle d’Aosta ha proprio inizio a partire dal XI secolo. In nome del Santo furono poi costruite la Chiesa e la Collegiata che costituisce un vero capolavoro dell’arte romanica. Al Santo gli abitanti della regione si rivolgevano per scongiurare pericoli di calamità naturali e malattie. Gli elementi di culto e della devozione popolare sono anch’essi riscontrabili nelle foto esposte alla Tour Fromage. Si possono vedere ripresi, infatti, alcuni momenti della processione che si snoda per le vie storiche della città o attimi della funzione religiosa dove il Vescovo raccoglie le offerte dei doni della terra di fronte all’altare.
Le fotografie mostrano i momenti più caratteristici di quest’evento quali la veglia notturna che snodandosi tra il 29 e il 30, con canti e balli, accompagna ogni anno la manifestazione. Sono riprese anche le vie dell’antico borgo gremite di gente che ammira i lavori degli artigiani. A Sant’Orso si espongono i pizzi di Cogne o i “drap” di Valgrisenche e, in maggioranza, oggetti e sculture in legno. L’ampio uso di quest’ultimo elemento è dovuto sia alla tradizione della cultura e dei materiali, sia alla leggenda che si lega all’evento. Secondo la tradizione popolare Sant’Orso, sul sagrato della chiesa, donava ai poveri zoccoli di legno. Una splendida fotografia ritrae proprio le mani di un artigiano intento a intagliare un paio di sabot. La sensazione che si prova osservando queste foto è particolare. Con esse si può ritrovare, dilatato nel tempo, tutto il sapore di una festa antica ma ancora autentica.
Elena Menegatti
Mostra visitata sabato 27 gennaio 2001
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