Emiliano Perino (1973) e Luca Vele (1975) vivono e lavorano a Rotondi (AV). Realizzano installazioni e lavori in cartapesta, ottenendo il materiale delle loro opere dalla macinazione di centinaia di pagine di quotidiani pressate, compresse e poi ricomposte in forme e sculture, oppure ancora lasciate alla loro compattezza informe e poi strutturate in installazioni.
La mostra nelle sale della Galleria Alberto Peola si compone di due installazioni e un dipinto. La prima installazione crea una sorta di caveau che imita la struttura di un immaginario laboratorio dei due artisti, all’interno e all’esterno del quale il pubblico può aggirarsi. Il caveau è costituito di casse grigie disposte semicircolarmente, ricolme di cartapesta fresca colorata, ancora da utilizzare e formare.
La seconda installazione rappresenta una saracinesca chiusa, dietro la quale si pressa una massa di cartapesta colorata di rosso, anche in questo caso ancora informe. Dalla struttura cola una vernice rossa, nel modo di un liquido simile al sangue. Il sentimento comunicato è insieme quello della preclusione e del desiderio di uscire, di spezzare gli argini, comunicare e dare forma. Ma c’è anche il senso dell’accesso negato, dell’essere chiusi e impenetrabili alla comunicazione.
Così, il lavoro d’informazione di Perino & Vele può essere forse interpretato nel doppio senso della produzione di senso e linguaggio espressivo e della in-formazione nel significato del dare forma, plasmare, foggiare, modellare e ricondurre a vita la materia.
Benché Perino & Vele abbiano forse dato vita in passato a lavori in parte più forti e convincenti (si pensi ai lavori ispirati a Michelangelo), l’esposizione da Alberto Peola mostra senza dubbio la grande capacità comunicativa e performativa e la spontanea facoltà di generare emozioni propria del loro lavoro, soprattutto nel caso delle due installazioni. Come la saracinesca chiusa sul mondo e verso il mondo riecheggia le sensazioni di alienazione e incomunicabilità proprie, per alcuni versi, della comunicazione e dell’informazione della nostra epoca.
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Maria Cristina Strati
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