Il quarto appuntamento con M-Multimedia, il progetto presentato da Lorenzo Taiuti negli spazi dell’Amantes, presenta una selezione di video degli allievi della Kunsthochschule für Medien di Colonia, in Germania, una delle prime nel mondo a riconoscere l’importanza dei nuovi linguaggi artistici che ricorrono a mezzi tecnologicamente avanzati. Ma la rassegna è d’interesse soprattutto perché offre a critici e artisti torinesi la possibilità di entrare in contatto con una produzione artistica e una realtà diversa dalla nostra, consentendo di confrontarsi con un modo di vedere altro, che appartiene a una cultura e a una tradizione artistica differente.
La selezione presenta lavori di artisti già noti, come Irit Batsry e Merel Mirage, affiancandoli a lavori di giovani emergenti, tra cui Iris Sopka, Andreas Menn, Kathrine Sehl.
Il video di Irit Batsry s’intitola Scale e gioca sulla mescolanza del linguaggio video e quello pittorico, scivolando fluidamente da un’immagine disegnata a un’altra. Di Mirel Mirage è invece presentato Blood in blossom, in cui un semplice elemento naturale (un fiore) si trasforma nella radice di una serie infinita di trasformazioni vitali, passando più o meno gradualmente dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo.
Di particolare interesse è il video Geshmackerinnerung di Him Seon Kim. Il titolo, letteralmente significa qualcosa come ricordi di sapori, e rappresenta le storie private di alcuni individui che, senza mai parlarsi, s’incontrano all’uscita della metropolitana: l’occhio della videocamera li segue, verso il luogo dove sono diretti, accennando alle loro storie private oltre la dimensione di reciproca estraneità e impersonalità della metropoli.
Un altro video d’interesse è Composition für Viertreppenhauser und eine Person (Composizione per casa a quattro piani e una persona) di Olaf Geuer: qui il lavoro si presenta come una vera e propria composizione musicale. Il suono e le immagini dei piedi che salgono e scendono le scale danno luogo a una vera e propria composizione musicale fatta di suoni e figure, come se la musica provenisse direttamente dalle immagini e dalla loro naturale sequenza e viceversa.
Tutti i video presentati hanno la particolarità di prestare una grande attenzione al suono diventando quasi installazioni sonore, principalmente articolate sulla ripetizione sincopata di ritmi. L’accompagnamento musicale spesso non si limita ad accompagnare o a scandire il ritmo delle immagini, ma diventa parte integrante e costitutiva dei lavori. Un altro tema ricorrente è il confronto tra mondo naturale e mondo tecnologico e digitale. Rispetto alla giovane videoarte italiana è da notare una sostanziale differenza a livello di poetica e percezione, da far risalire verosimilmente alla diversa estrazione e tradizione culturale. Sono tuttavia anche percepibili numerosi punti d’incontro, forse da associare ad esperienze esistenziali e culturali condivisibili nella cultura europea.
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