Categorie: torino

fino al 23.V.2009 | Donald Baechler | Torino, In Arco

di - 14 Maggio 2009
Negli anni ’80, mentre in Italia imperversava la ricerca dell’Arte Povera e la Transavanguardia rivendicava un piccolo spazio in cui il corpo diveniva veicolo di energie dell’inconscio, in America esplodevano nuovi linguaggi, nuovi modi di comunicare.
Accanto agli affreschi “selvaggi”, al segno duro e rabbioso dei graffitisti più noti – Haring, Basquiat e Le Quinones, già incoronati a Kassel nel 1982 – un artista si faceva strada con un’impronta originale e una poetica colma di riferimenti alla condizione umana e alla ricerca delle radici dell’amore nel mondo moderno: Donald Baechler (Hartford, 1956; vive a New York).
Un artista che non ha mai creduto agli incidenti in pittura, ma che ha sempre saputo di poter controllare colori e vernici. Presente sulla scena artistica internazionale da oltre venticinque anni, ha popolato i più grandi musei con le sue folle di teste semplicemente abbozzate, con spessi contorni, su fondi che non lasciano spazio ad alcuna identità che non trasmetta un valore universale.
La sua ricerca inizia ai margini della società, vicino ai diseredati, agli ultimi, spesso negli ospedali, dove si chiede il senso delle linee tracciate dai malati di mente, e ritrova la semplicità delle forme archetipiche nella moltitudine dei suoi disegni. Continua a immagazzinare tracce di volti e passaggi in India, sempre privilegiando il segno semplice dei bambini e l’utilizzo di tecniche miste. Nel corso degli anni insiste nel cercare materiale grezzo da volgere in arte.
Da In Arco è possibile osservare un’interessante mostra di numerosi suoi disegni, completa delle coloratissime serigrafie realizzate nel ‘94. È importante soffermarsi sui notevoli collage su carta e su tela, che ripropongono il suo interesse per la relazione figura/fondo. Baechler non ha mai amato dipingere su un muro bianco: deve ritrovare una storia fatta di pezzi di vita vissuta, di pagine di compiti di bimbi o di altri appunti, immagini ritagliate, documenti e annotazioni che accolgono e racchiudono un’immagine principale.
I grandi fiori recisi dipinti sulla biacca con acrilici od olio non hanno perciò una funzione determinante. Sono un sigillo formale, il timbro e il collante di un’operazione rituale necessaria. Simbolo del suo amore per la vita, tutti gli oggetti riportano a una condizione ideale dell’uomo, che ricompone le tessera del suo vissuto e le incolla con tenerezza nella memoria: “Appesi nel bianco che è pieno di vita e non è più bianco: è fuga infinita”, scrive Aldo Nove in catalogo. E Vincent Katz continua: “Mi chiedo se riuscirò a scrivere un poema stanotte… Ricordo ed è interminabile… Sono intrappolato tra nascita e morte”.
Così come i dipinti di Baechler, intrappolano frammenti di vita e li amplificano in semplici simboli universali.

articoli correlati
Baechler a Merano

barbara reale
mostra visitata il 2 aprile 2009


dal 2 aprile al 23 maggio 2009
Donald Baechler – I wonder if I can write a poem tonight
Galleria In Arco
Piazza Vittorio Veneto, 3 (centro storico) – 10124 Torino
Orario: da martedì a sabato ore 10-12.30 e 16-19.30
Ingresso libero
Catalogo con poesie di Vincent Katz e Aldo Nove
Info: tel./fax +39 0118122927; info@in-arco.com; www.in-arco.com

[exibart]

Visualizza commenti

  • E’ l'artista che reinventa la vita con oggetti collocati in uno spazio libero e indefinito.

    Ferdi

Articoli recenti

  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30