Palazzo Bricherasio, ospitando le opere del Petit Palais di Ginevra, offre la possibilità di ripercorre un periodo davvero significativo e denso di cambiamenti all’interno del quale, attraverso rivoluzioni stilistiche e concettuali, si sono formati i principali movimenti artistici d’avanguardia. Le opere esposte, coprendo un arco temporale che va all’incirca dal 1868 fino al 1965, fanno parte della raccolta organizzata da Oscar Ghez, collezionista svizzero, che nutriva un rapporto di passione e di complicità con l’arte moderna. Il pregio di questo mecenate, che fu anche industriale e consigliere del Pentagono durante la seconda guerra mondiale, è stato quello di aver affiancato, accanto alle opere dei grandi maestri, anche alcuni artisti meno importanti e spesso ingiustamente ignorati.
Questa mostra ha quindi l’intento di valorizzare la passione che ha motivato il legame di Oscar Ghez con l’arte moderna; il quale ha avuto il coraggio e la capacità di non farsi condizionare dai pregiudizi o dall’importanza del “nome” degli artisti. All’interno del percorso espositivo le opere dei capisaldi dell’arte moderna si affiancano e si mescolano a quelli di artisti meno noti ma non per questo meno validi. Partendo, come connotazione temporale, dall’impressionismo si possono confrontare Monet e Renoir con Bazille, Caillebotte o Guillaumin. Questo permette di paragonare gli sviluppi artistici dei pittori che hanno gravitato intorno all’impressionismo con l’arte “visionaria” e “decorativa” dei Nabis come Paul Serusier e Maurice Denis. A questo punto il viaggio all’interno della rivoluzione delle avanguardie ci porta verso i Fauves, ad esempio Camoin, Friezs o Van Dongen, per poi arrivare al radicale rinnovamento, concettuale ed estetico, portato avanti dai cubisti.
Si possono vedere opere di artisti che hanno gravitato intorno a questo movimento come Henry Hayden, André Lhote, Marevna Vorobieff considerata come la prima donna che abbia fatto parte del gruppo cubista. L’opera di Picasso esposta, “L’aubade” del 1965, invece non appartiene all’epoca cubista ma è riconducibile alla fase tarda della produzione dell’artista. Di là dai movimenti che hanno caratterizzato lo sviluppo dell’arte moderna è lasciato spazio alla verifica dell’importanza della vita artistica nei due principali centri parigini del ventesimo secolo come Montmartre e Montparnasse dove si sono incrociate le esperienze di Modigliani e degli artisti a lui vicini come Kisling, Foujta, Soutine o Jeanne Herbuterne di cui se ne può ammirare un splendido autoritratto.
La conoscenza della collezione di Oscar Ghez permette quindi di comprendere quanto gli artisti poco conosciuti siano parte integrante dello sviluppo dell’arte moderna e quanto queste figure “minori” fossero in realtà legate ed apprezzate dai grandi maestri del nostro secolo. Questa mostra ha quindi il pregio di affiancare ai grandi capolavori “non tanto delle mezze figure quanto delle figure di mezzo” (A. Dragone).
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