Categorie: torino

fino al 28.VI.2003 | Dietmar Lutz – Frost | Torino, Galleria Alberto Peola

di - 15 Maggio 2003

Dopo un ciclo di opere ispirato a Teorema di Pasolini e Diritto del più forte di Fassbinder, presso la galleria Emily Tsingou di Londra, Dietmar Lutz (1968) si ispira ora ad alcune fotografie della sua adolescenza trovate nella casa di famiglia nella campagna del sud della Germania. La casa di villeggiatura spesso assume i toni emotivi dell’autentica dimora perduta: “è stata la mia vera casa” dice Lutz. La vita, dispersa nel commercio quotidiano con il mondo, si arresta sulla quieta assenza di qualsiasi attrattiva, impegno o distrazione, cui corrisponde un supplemento di natura nel quale “non c’è niente ma ci sei tu”.
Per la sua prima personale italiana, Lutz si ispira al primo romanzo di Thomas Bernhard, Frost, di cui ritrova le atmosfere tramite la sua pittura malinconica, il cui soggetto sono la campagna legata al ricordo e personaggi scomparsi. Su grandi tele, a dimensioni naturali, usa una pittura fatta di acrilici molto distesi che si rarefanno in ampie pennellate gestuali. E’ una pittura a effetto di memoria, una serie di scorci di panorami con laghi e percorsi agresti in cui giovani personaggi passeggiano e osservano un ambiente che si fa specchio dell’interiorità del pittore, secondo uno schema di lavoro tipico degli artisti romantici.
La quiete dei luoghi è riportata dai colori autunnali e sbiaditi, contrastati da una pennellata mossa e sfocata, che mal si contiene nei contorni e nei limiti delle forme. Il gesto ampio e di getto manca il nitore e la distinzione: per questo nelle tele di Lutz uomo e natura si fondono nella essenza pittorica, in un gesto che si contiene e cerca la propria misura, mostrando di sottoporsi alla stessa fatica della memoria nel mettere a fuoco tempi e luoghi lontani. Nello stesso tempo però questa pittura mantiene inalterato il mood, l’emozione fondamentale, di ciò che è ricordato con la complicità dei toni cromatici di una natura apparentemente spoglia ma in realtà pacifica.
In essa, come nel romanzo di Bernhard, un artista cerca rifugio dalla vita adulta e londinese; in una pittura che ripiega sulla dimensione originaria scorta in una natura lontana dai toni rasserenanti e neoclassici dell’Arcadia, e costituente invece una dimensione solitaria e malinconica. Quella di Lutz è una pittura franca, non concettuale, che vive della propria tonalità emotiva; è una breve panoramica sulla natura della memoria che si fa memoria della natura.

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link correlati
http://www.emilytsingougallery.com

nicola angerame
mostra visitata il 6 maggio 2003


Dietmar Lutz – Frost
7 maggio – 28 giugno 2003
Galleria Alberto Peola, Via della Rocca 29, 10123 Torino
Tel. 0118124460 Fax 011.8396467 e-mail: a.peola@iol.it
dal lunedì al sabato 15,30-19,30 mattino su appuntamento


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