Che poi non sia riuscito a realizzarla, è un altro discorso. Sta di fatto che Mainolfi è un artista che ha cominciato a disegnare pressoché bambino e ha continuato a farlo anche nei momenti in cui le correnti artistiche predominanti, negli anni sessanta per intenderci, tendevano ad etichettare la pratica del disegno, come sorpassata e anacronistica.
Probabilmente per lui, è un’esigenza irrinunciabile e un atto istintivo, sia per dare sfogo ad un’immaginazione irrefrenabile che come supporto creativo all’elaborazione dei suoi lavori scultorei. Le opere esposte alla 41 Artecontemporanea, sono contraddistinte da una grafica netta e pulita, disegni a matita dalle forme semplici e accattivanti.
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