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Fino al 31.V.2016 | Thomas Kratz/Salve | ALLEY. Gianni Ferrero Merlino | Galleria Giorgio Galotti, Torino

di - 28 Maggio 2016
Secondo appuntamento del ciclo di mostre personali ospitate dalla galleria di Giorgio Galotti, questa volta dedicato all’artista tedesco Thomas Kratz, già presente nella precedente collettiva INTRO.  E con “Salve”, titolo della mostra, sembra rinnovare il ritorno nel white cube della galleria nella quale le opere non sono semplicemente esposte ma propongono un dialogo di reciprocità tra spazio e pittura strutturato a più livelli. Il concetto di stratificazione emerge progressivamente osservando con un’attenzione quasi meditativa- riecheggiante il minimalismo- le quattro opere site specific, realizzate per l’occasione. Dettagli più discreti e segni più audaci sembrano accennare a una volontà descrittiva che irrompe dalla rigidità dei confini imposti dal quadro, dichiarando una volontà di slittamento, di sconfinamento della pittura nello spazio che diviene parte integrante dell’opera d’arte.
Geometrie piane e solide creano una sottile rete di rimandi non solo formali ma anche cromatici, a partire dal pilastro quadrangolare che, come una scultura a tutto tondo, si staglia perentoria al centro dello spazio e il cui colore-magenta- spiccando dal bianco dominante dell’ambiente, sembra riverberarsi nel rosa tenue di una delle pareti perimetrali. Il muro diviene tela, e su di esso si sovrappone il quadro che riporta i segni autografi dell’artista rivelatori del suo background formativo. Campiture piatte e modulari  in acrilico, a loro volta sovrapposte e giustapposte, trova campo d’azione la gestualità dell’artista mediante il ricorso a diverse tecniche pittoriche, come  pastelli e matite. Una complessità progettuale che si esprime mediante una stratificazione reiterata che determina un rapporto di continuità/coincidenza /sovrapposizione degli elementi che sembrano causare uno sconfinamento quasi identitario tra pittura, scultura e architettura, condizionando i livelli di percezione e lettura delle opere.
Un sedile nero con cuscino ergonomico richiama l’attenzione in un punto preciso dello spazio, come allusione alla presenza dell’artista, suggerendo un punto di vista dal quale contemplare le opere.

Il profilo di una parete dipinta di nero da Thomas Kratz, rimanda immediatamente all’installazione di Gianni Ferrero Merlino esposta nella Project Room Alley. L’artista gioca sul rapporto fotografia-pittura, immergendo il visitatore nella dimensione raccolta, quasi intima e individuale, di una camera oscura resa in una piccola porzione dello spazio. La parete, dipinta di nero, stabilisce i confini e la distanza di fruizione dell’opera pittorico/ fotografica, invitando il visitatore ad una relazione di prossimità all’opera che consente di coglierne i particolari. L’impressione è quella di trovarsi di fronte al disegno di un’architettura nella quale
linee ortogonali disegnano reticoli geometrici, scandiscono il rapporto chiaroscurale di luce e ombra, di latenza e di evidenza dell’immagine, come un processo di svelamento che si attua progressivamente in camera oscura. Elementi geometrici visibili in trasparenza, sovrapposti e altri che emergono per effetto del contrasto, costruiscono e de-costruiscono un’immagine nuova, inaspettata, nella quale la progettualità sembra palesarsi.
Manuela Santoro
mostra visitata il 12 maggio
Dal 18 aprile 2016 al 31 maggio 2016
Thomas Kratz/Salve
ALLEY. Gianni Ferrero Merlino
Galleria Giorgio Galotti
Via Arnaldo da Brescia 39, Torino
Orari: Mercoledì-Sabato 15.30-19.30
Info: 011/19707445 www.giorgiogalotti.com

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