Nella manica lunga del Castello di Rivoli è possibile visitare fino a maggio una mostra dedicata al giovane e famosissimo fotografo inglese Wolfgang Tillmans. E’ l’ultima mostra curata a Rivoli da Giorgio Verzotti, che lascia il Castello.
Nato in Germania nel 1968, Wolfgang Tillmans vive e lavora a Londra, dove è iniziato il suo successo. Divenuto famoso all’inizio degli anni novanta per le fotografie della cultura pop alternativa londinese, Tillmans è oggi considerato uno dei più noti giovani artisti contemporanei. Le sue fotografie sono apparse in riviste come Interview, Index e I-D . Ha esposto i suoi lavori in tutto il mondo e infine, nel 2000, si è aggiudicato il prestigioso Turner Prize.
Il lavoro è principalmente orientato a mettere in discussione l’estetica convenzionale, anche se talvolta rimanda all’iconografia classica, come nel caso di alcuni ritratti esposti in mostra. In questi casi viene spesso però introdotto un elemento dissonante, che riporta l’immagine a una più forte attualità.
L’esposizione al Castello di Rivoli gioca molto sulla vitalizzazione dello spazio espositivo: nelle parole dell’artista, la sua è una sorta di democratizzazione dello spazio, che viene utilizzato come un oggetto o uno strumento utile a sortire l’effetto voluto, tanto quanto i soggetti scelti e le tecniche a cui l’artista ricorre. Nelle immagini, spesso riprese dall’alto, sono inseriti elementi astratti, di pura luce o colore: sono veri e propri interventi di manipolazione della luce, effettuati direttamente sulla carta sensibile. La ripresa dei soggetti da inquadrature inusitate e il rimaneggiamento tecnico dell’immagine sono da intendersi come procedimenti di astrazione e razionalizzazione dell’immagine.
Tra le opere esposte è presente anche un lavoro realizzato appositamente per l’esposizione: si tratta di una veduta della città di Torino ripresa dall’aereo da Tillmans all’arrivo in città. Anche in questo lavoro il paesaggio diventa come una sorta di disegno astratto, su cui l’artista interviene successivamente con tratti nervosi, appena visibili.
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Maria Cristina Strati
Mostra visitata il 18 febbraio 2002
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