Nella performance, in un misto di partecipazione e distacco, ironia e dramma, Kjartansson, com’è nelle sue corde, ha interpretato diversi personaggi: tutte maschere di un eroe romantico, malinconico e incline a melodrammatiche sensazioni struggenti. Sulle pareti nella prima sala della fondazione compaiono invece 144 dipinti che compongono The End-Venice, 2009 e che tappezzano i muri dal pavimento al soffitto. Questo allestimento evoca un’antica quadreria, evidenziando un aspetto maniacale e classificatorio dell’artista preso dal furor di registrare attraverso la pittura l’esperienza vissuta nelle atmosfere decadenti di Venezia.
I dipinti rappresentano un novello dandy – perditempo decadente, che sarebbe piaciuto a Thomas Mann, senza progetti per il futuro, malato d’accidia, che trova in questa città dalle fondamenta putride un luogo ideale dove attendere la propria fine. Kjartansson, nel suo studio affacciato sul Canal Grande, nel trecentesco palazzo Michel dal Brusà, ha dipinto, giorno dopo giorno per sei mesi, un giovane modello, interpretato dall’amico Pal Haukur Bjornsson, seminudo con solo un costume da bagno indosso e un accappatoio azzurro nei momenti di pausa. L’esile e languido giovane si muove pigramente nello spazio, fumando sigarette, sorseggiando birra o ascoltando musica. L’installazione ribalta il cliché, di ciò che si pensa facciano gli artisti a Venezia, questo scherzoso fannullone che tra mozziconi di sigarette e bottiglie vuote dipinge una performance di un vissuto in cui la vita è sublimata nelle immagini cariche di citazioni.
Jacqueline Ceresoli
dal 9 novembre 2012 al 6 gennaio 2013
Ragnar Kjartansson. The End –Venice, 2009
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Modane, 16 (Borgo San Paolo) – 10141 Torino
Orari: giovedì 20-23, venerdì-sabato-domenica: 12-19
Info: tel. 011 3797600, www.fsrr.org
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