Categorie: torino

fino al 6.VI.2004 | Carol Rama | Torino, Fondazione Sandretto

di - 11 Maggio 2004

All’inaugurazione, Carol Rama (Olga Carolina Rama, Torino 1918. Vive a Torino) ha raccontato del timore che le ispirava l’open space della Fondazione. Quando però ha visto Nonna Carolina (1936), ne ha sfiorato la superficie e da allora si sono susseguiti i complimenti rivolti agli allestitori. Perché in questo caso si tratta di un aspetto centrale della mostra, realizzato da Corrado Levi e del gruppo +CLIOSTRAAT.
Seguendo la scansione espositiva, è evidente il primo livello, puramente cronologico; ma appena ci si sofferma sulle “aree” ricavate nello spazio della Fondazione, si noterà che ogni periodo di Rama è stato in un certo modo ricreato sin nella disposizione dei lavori e nella calibrazione dei volumi e delle prospettive che accompagnano il visitatore.
Per esempio, entrando si troverà a sinistra una infilata di lavori poco noti, oli su tela dal sapore casoratiano, che però terminano con un tono su tono ai limiti della s-figurazione, Masturbazione (1944). A destra, Opera n. 11 (Renards) (1938) invita a entrare in una sorta di boudoir allestito su due pareti perpendicolari, caotico e scioccante: sono i primi acquerelli, che coprono un arco di tempo che va dal 1936 al 1941, con opere come l’Appassionata (1940) priva di arti, sulla sedia a rotelle, con il capo cinto da una corona di fiori viventi.
In questo modo prosegue la proposta delle opere di Carol Rama, con la fase che qualcuno ha definito para-surrealista compresa fra il 1947 e il 1951, poi il periodo di adesione al Mac, che termina con l’oggetto-feticcio La Pelliccia (1954), “coperta” disegnata dall’artista e realizzata dal nonno Adolfo. All’alba degli anni ’60, fanno irruzione motivi profondamente materici, che rendono la tela ospite di materiali eterocliti e perturbantemente quotidiani, con i celebri occhi di bambola o le impressionanti Siringhe (1967). Dunque, forme e materiali che rimandano a un fisiologico assai moderno, alle correnti che poi si sarebbero definite post-, prefisso seguito di volta in volta da umano, organico o magari nuove e realistiche nevrosi, come ha scritto Curto a catalogo.

Ma Carol Rama scarta continuamente le classificazione, sovverte con sagacia ogni tentativo di incasellamento, e allora fa ruotare “lavori-cattedrali” -le gomme– intorno a un cavalletto che sostiene decine di camere d’aria (Presagi di Birnam, 1970), oppure presenta tele reticolari con grafici da elettroencefalogramma realizzati con ago e filo (Senza titolo, 1973). Anche se mai abbandonato, il corpo fa nuovamente la sua comparsa, figurativa e scostumata, nella serie della Mucca pazza (1997), con gomme-mammelle, tranci appassionati e opere realizzate negli anni ’80 su fogli catastali e progetti architettonici (recentemente, la Mole rovesciata di Levi e Cliostraat).
Il discorso sarebbe lungo e tortuoso, perché fortunatamente ancora in corso, come testimoniano le acqueforti mostrate nel corridoio. Energia senza fine, abissale, che ci auguriamo si esaurisca fra molti, molti anni.

articoli correlati
Intervista a Carol Rama
I video dedicati a Carol Rama
“Ritardi e rivoluzioni” in Biennale
”Pittura degli anni ‘50” alla Gam di Torino

marco enrico giacomelli
mostra visitata il 27 aprile 2004


Carol Rama
A cura di Guido Curto e Giorgio Verzotti
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Modane, 16 – 10141 Torino
Orario: dal martedì alla domenica dalle 12 alle 20; giovedì dalle 12 alle 23
Ingresso: intero € 5; ridotto € 3; gratuito il giovedì dalle 20 alle 23
Info: tel. 011-19831610; fax 011-19831601; info@fondsrr.org; www.fondsrr.org
Catalogo Skira (italiano-inglese), con testi di Guido Curto, Giorgio Verzotti e Judith Russi Kirshner, € 35


[exibart]


Articoli recenti

  • Mostre

Franco Battiato cantautore, poeta, pittore. Il MAXXI di Roma omaggia il genio poliedrico

A cinque anni dalla scomparsa, una mostra dell’atmosfera intima ripercorre le molteplici vite di Franco Battiato tra musica, arti visive,…

15 Febbraio 2026 17:00
  • Cinema

Primavera è il film con Tecla Insolia che orchestra la disobbedienza

Al cinema il nuovo film di Damiano Michieletto, libera rilettura dello "Stabat Mater" di Tiziano Scarpa, che intreccia sacro, profano…

15 Febbraio 2026 15:23
  • Progetti e iniziative

Der Pavilion: debutta a St. Moritz la piattaforma culturale che mette in dialogo arte e design

Il primo atto di "Der Pavilion", la piattaforma culturale pensata da Giorgio Pace, va in scena a St. Moritz con…

15 Febbraio 2026 15:00
  • Cinema

L’archivio di John Alvin in vendita: i poster iconici di E.T. e Blade Runner

Oltre mille opere realizzate dal mitico illustratore John Alvin sono in vendita: poster e manifesti di film cult, studi e…

15 Febbraio 2026 11:30
  • Musei

Stop al Centre Pompidou di Jersey City: la fine di un ambizioso piano di espansione museale

L’annuncio della cancellazione di quello che sarebbe dovuto essere il Centre Pompidou di Jersey City è stato confermato da fonti…

15 Febbraio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #192, altre forme di identità culturali e pubbliche: Gian Marco Sanna

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

15 Febbraio 2026 9:30