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fino al 6.VII.2008 | Anima(e) | Miasino / Ameno (no), Villa Nigra / Palazzo Torniello

di - 22 Maggio 2008
Anima(e) è un evento rilevante nel campo dell’arte contemporanea. È al tempo stesso un modo per conoscere un popolo piuttosto lontano dalle scene mondane, la Svezia, e per incontrare la specificità di un ambiente altrettanto poco battuto come i piccoli paesi alle spalle dei frequentati centri turistici di Stresa, Orta e Arona. La scelta della Villa Nigra a Miasino e del Palazzo Tornielli ad Ameno è significativa: sono i luoghi semimontani quelli eletti dagli organizzatori Enrica Borghi e Davide Vanotti. Luoghi in cui il patrimonio culturale e l’identità locale non hanno bisogno d’omologarsi a modelli “esportati” e che, in ragione di ciò, possono aprirsi alla diversità senza temere di perdersi.
Anima(e) è un’iniziativa coraggiosa sulla “mescolanza” delle identità: non è un caso che gli ideatori siano anche artisti e che con la loro associazione, Asilo Bianco, promuovano il passaggio e lo scambio tra “agitatori culturali” internazionali e realtà locali. Il riconoscimento del lavoro di Enrica Borghi in Svezia -grazie soprattutto alla collettiva Fatto in Svezia del 2007- ha generato un’alleanza professionale e un’amicizia con il curatore Oscar Aschan, che ha scelto quindici artisti per far conoscere in Italia i temi e i modi con cui la creatività svedese si esprime oggi.
Le problematiche dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, della libertà individuale a confronto con il territorio e la storia, e infine della pregnanza ossessiva e creativa del quotidiano sono il cuore di molte opere ospitate tra i due laghi, così come rappresentano la pietra miliare delle azioni culturali dell’Asilo Bianco. Questa comunanza d’intenti e d’interessi tra curatore e organizzatori ha fatto sì che le installazioni degli artisti svedesi rispettassero la realtà dei luoghi storici, senza rinunciare alla specificità di cui sono portatrici.
Inverted space molecules (2007) di Mats Bigert e Lars Bergström, ad esempio, è un’installazione tridimensionale che parla un linguaggio universale grazie alla sua risoluzione formale: una serie di fotografie sono riprodotte su globi sospesi, una sorta di cluster molecolari che ricordano le bolle di sapone. Un modo efficace per unire la descrizione di una realtà industriale svedese alla denuncia del problema mondiale dei cambiamenti climatici, espresso in maniera ludica ed esteticamente ineccepibile. Anche l’installazione di Helen Dahlman, The Bear and the Girl (2006), mette in scena l’articolato rapporto tra il sapere collettivo e la sua rielaborazione in un linguaggio intimo. L’artista racconta, infatti, il bisogno atavico del legame con la natura (altro tema ricorrente nella collettiva) attraverso la selezione di alcuni elementi fondamentali delle fiabe svedesi: un orso, una bambina e alcuni abiti in stoffa. Il carattere artigianale delle sue opere (i vestiti e le figure sono finemente ricamati) ci rammenta quanto la materia e l’organicità siano parte essenziale della riflessione degli artisti svedesi.

La suggestiva installazione sonora di Jan Cardell, la Rytmobile, va nella stessa direzione: la magia dell’atto creativo è attivata tramite sensori dallo spettatore, che dà l’avvio a un miniconcerto di percussioni composte da sculture a forme floreali e vegetali in legno e metalli. Il suo messaggio può forse riassumere la poetica dell’insieme dell’evento tra i laghi: i mezzi elettronici, la tecnologia sono al servizio dell’uomo. E non viceversa.

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emanuela genesio
mostra visitata il 28 marzo 2008


dal 28 marzo al 6 luglio 2008
Anima(e)
a cura di Oscar Aschan
Villa Nigra
Piazza del Municipio – 28010 Miasino (NO)
Palazzo Tornielli
Piazza Marconi, 1 – Ameno (NO)
Orario: giovedì e venerdì ore 15-18.30; sabato e domenica ore 10-18.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0322998534; www.asilobianco.it

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Visualizza commenti

  • proprio non capisco cosa ci sia di strano in una mostra di artisti scandinavi tra il lago d’Orta e il lago Maggiore. Perche' dovrebbe essere un'iniziativa "speciosa" nata per fini politici?
    Un dubbio che puo' sorgere solo nel giornalista italiano...

  • vivo e lavoro in Svezia,da 5 anni.L'arte qui e' incentrata sui valori sociali ed ecologici,che rispettano e rispecchiano,la loro terra.Cordiali saluti.

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