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Fino al 9.VI.2018 | Francesca Romana Pinzari, Ouroboros | Riccardo Costantini Contemporary, Torino

di - 31 Maggio 2018
L’”Ouroboros” è un simbolo molto antico: letteralmente significa “che mangia la coda” e viene spesso rappresentato come un serpente che si morde la coda formando un cerchio. Rimanda a una concezione ciclica del tempo, all’eternità, a ciò che è capace di ri-generarsi. Questa immagine potente, che solletica dentro di noi una qualche dimensione arcaica e vitale, costituisce il filo rosso della mostra alla Riccardo Costantini Contemporary – a Torino, in via Giolitti 51 – tutta dedicata alla talentuosa Francesca Romana Pinzari. Fino al 9 giugno particolarissime e conturbanti sculture e istallazioni fatte di capelli e crini o di cristalli brillanti occuperanno gli spazi della galleria, spingendo i visitatori a un rapporto diretto e, in un certo senso, corporeo con le opere.
Francesca Romana Pinzari ha sviluppato nel tempo una cifra stilistica e una poetica molto originali, a partire dai materiali prediletti. L’artista utilizza materiali organici come crini e capelli, che intreccia creando una specie di sculture tanto imponenti quanto fragili ed effimere: così le Chimere, che pendono dal soffitto, ci sembrano esoscheletri di creature grandi e mostruose, ma allo stesso tempo lievi e mobili al primo spostamento d’aria. Forse ancora più sorprendente è, però, il lavoro sui cristalli che Francesca Romana Pinzari sta portando avanti negli ultimi anni. Fino ad ora le formazioni di cristallo – che l’artista è capace di “creare” attraverso lunghi procedimenti chimici – hanno costituito il fulcro di affascinanti ed inusitate sculture, spesso completate da rovi di spine, ma in occasione di questa mostra la Pinzari si è spinta oltre.

Francesca Romana Pinzari, Cuore di cervo, 2018, cristalli di ferricianuro su corda e spine, cm 70×60

L’istallazione site-specific Cordis è costituita da corde che scendono dal soffitto e ogni corda ha dei nodi su cui sembrano essersi naturalmente addensati degli splendidi cristalli blu (fatti di solfato di rame). I visitatori possono passarci attraverso e persino toccare con mano le creazioni, entrando fisicamente in contatto con l’opera. Il titolo è esemplificativo: rimanda alle corde, ma è anche il genitivo latino di “cor” – ovvero, del cuore –, come a ricordarci che da quei nodi o da quei legami che nel bene e nel male non si possono sciogliere può sbocciare qualcosa di speciale. Attraverso queste singolari opere, l’artista riesce a comunicare in modo diretto, quasi non filtrato con il pubblico. Gioca in primis con quelle risposte sensorie, corporee ed emozionali che sono istintive e profondamente radicate in noi.
Lo studioso Aby Warburg aveva definito “Pathosformeln” quelle formule, quelle immagini archetipiche ricorrenti in diverse epoche e in diversi luoghi e il serpente che si morde la coda è una di queste. A maggior ragione l’Ouroboros rappresenta bene lo spirito della mostra non solo perché le opere di Francesca Romana Pinzari risultano vive, vitali, capaci di ri-nascita, ma anche perché sembrano collocarsi al di fuori dello spazio e del tempo, diventando universali.
Lucrezia Boso
mostra visitata il 17 maggio
Dal 17 maggio 2018 al 9 giugno 2018
OUROBOROS,
Francesca Romana Pinzari
Riccardo Costantini Contemporary
Via Giovanni Giolitti, 51 – Torino
Orari: martedì – venerdì 11 – 19,30
Info: Info@rccontemporary.com

Dopo la laurea in Filosofia con specializzazione in Estetica all’università La Sapienza di Roma, vive e lavora a Milano, dove attualmente frequenta un master in Arts Management all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha lavorato come curatrice e organizzatrice di eventi per uno studio-galleria di arte contemporanea e ha collaborato alla redazione di una raccolta di saggi di Estetica. È appassionata di arte contemporanea, che segue e studia sempre con un approccio critico, e scrive per Exibart recensioni sulle mostre presso importanti gallerie e musei.

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