Simon Starling nasce a Epson, in Inghilterra, nel 1967 e vive e lavora tra Glasgow e Berlino. Il lavoro esposto da Franco Noero per la sua prima personale italiana è un vecchio modello di Fiat 126 rossa,
Il lavoro di Starling si configura in qualcosa simile ad un gioco: anziché creare o produrre un oggetto, l’artista si cimenta a riprendere cose d’uso quotidiano destinandoli ad un uso atipico, per trasformarli e dare loro una connotazione insolita. Il tentativo è così soprattutto quello di ribaltare le prospettive consuete e normali, soprattutto quelle degli oggetti decretati all’uso e al consumo, rovesciandone il valore d’uso e annullandone l’originario valore di scambio, alla ricerca di nuove e diverse eventualità.
Il titolo dell’esposizione è appunto Flaga (1972-2000) – dall’inglese flag, bandiera. Si tratta di un progetto pensato e realizzato da Simon Starling appositamente per la città di Torino. Partendo dalla città storicamente legata alla Fiat, Starling ha intrapreso un viaggio a bordo della 126 in mostra. Meta del viaggio era lo stabilimento di Cieszyn, in Polonia, dove dal 1975 la Fiat ha proseguito la produzione di questo modello di 126. Una volta in Polonia, Starling ha sostituito alcuni pezzi del modello originario con cui era partito con altri più recenti, prodotti in Polonia. L’autovettura resta esposta come una sorta di trofeo, testimonianza di un agire performativo che lo ha preceduto, appeso alla parete della galleria nel modo di una bandiera dei colori polacchi (rosso, come l’autovettura originale, e bianco, come i pezzi di ricambio recuperati in Polonia).
L’esito del lavoro, insomma, è la conseguenza un po’ spiazzante di un’impresa che ha qualcosa di ironicamente spettacolare, frutto di un percorso eseguito accuratamente e riportato alla sua (o meglio ad una nuova) origine.
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Maria Cristina Strati
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