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fino all’11.X.2009 | Alberto Garutti | Trivero (bi), Fondazione Zegna

di - 2 Ottobre 2009
È un esperimento il recente lavoro d’arte pubblica di Alberto
Garutti
(Galbiate, Como, 1948; vive a Milano), che esce
nuovamente dagli spazi museali per entrare in relazione con la natura, in
connessione intima con gli spettatori, invitati a fruirne e ad andare verso l’opera,
fino a condividerla.
Un’opera a cielo aperto: sono le semplici panchine che Garutti ha ideato, su
invito dei curatori Barbara Casavecchia e Andrea Zegna, per l’opera permanente
del progetto a cadenza annuale All’aperto, promosso dalla Fondazione Zegna di Trivero.
Non nasconde una sublime partecipazione emotiva quando l’artista racconta come
nascono le proprie opere: “La prima cosa che naturalmente faccio quando mi
viene richiesta una mostra è ‘ascoltare’ il luogo dove essa si svolgerà
”, dice Garutti. “Toccare la
sensibilità dei cittadini è per me strumentale… Penso alle opere nelle città
come a organismi viventi, che si adattano al contesto, se ne nutrono, lo usano,
lo masticano e lo trasformano
”.
Il risultato è una mappatura sociale del territorio, nata attraverso un
meccanismo di partecipazione che ha visto protagoniste le famiglie di Trivero, insieme
a Eva, Pulce, Sbadiglio, Lampo, Ferro,
Sissi e Otto, Luna. Sono i cani,
quelli che abitano nelle diverse frazioni, scelti, descritti e disegnati dai
bambini di una classe quinta di una scuola primaria locale. Per Garutti i cani
hanno il territorio nel naso e sono una splendida metafora dell’arte: entrambi possiedono
un linguaggio universale, parlano con tutti.

In una lunga conversazione con Barbara Casavecchia e Viktor Misiano
riportata in catalogo, Garutti svela un meccanismo quasi machiavellico. Il cane
è l’esca; il lavoro sono le storie che nasceranno intorno all’opera, il “gossip
positivo
”, le
chiacchiere delle persone che su quelle panchine si siederanno, ricordando l’esperienza
condivisa. Il fine sono i cittadini, parte centrale del processo creativo dell’opera,
affinché “diventino veicolo di narrazioni potenzialmente infinite”.
Su ciascuna panchina, come una piccola epigrafe è riportata la stessa
didascalia che dà anche il titolo all’opera: Il cane qui
ritratto appartiene a una delle famiglie di Trivero. Quest’opera è dedicata a
loro e alle persone che sedendosi qui ne parleranno
.

A completamento dell’installazione permanente, una mostra fotografica temporanea
(Dedicato ai Triveresi, 2009) racconta, come in un’inedita serie di ritratti di
famiglia, l’intima realtà dei cani e dei loro proprietari.
E in ogni scatto la giacca dell’artista, appoggiata casualmente, diventa il
cartiglio su cui Garutti appone la sua firma.

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silvia macchetto
mostra visitata il 19 settembre 2009


dal 19 settembre all’undici ottobre 2009
All’aperto:
Alberto Garutti

a cura di Barbara Casavecchia e Andrea
Zegna
Fondazione Zegna
Via Marconi, 23 – 13835 Trivero (BI)
Catalogo Silvana Editoriale
Info: allaperto@zegna.com;
www.fondazionezegna.org/allaperto

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Visualizza commenti

  • aspettate, sotto Garutti arriva!!! Intendo arriva tra un po' il commento di Morsiani / Luca rossi, che spara a zero su garutti sui suoi studenti etc etc
    Scoperto!

  • Luca Rossi ha scritto bel progetto, meno male, non ha sparato a zero.
    Mamma mia ce la siamo cavata...., ma gli sarà piaciuto sul serio????

  • Ma che bravo giorgio, ma sarai giorgio o forse giorgia? Ma il luca rossi di prima non ero io. Quindi chi è luca rossi: chi si firma così o io? Comunque questo progetto è bello, e in linea con l'atteggiamento di garutti, più giovane dei suoi studenti.

  • ma che noia! Smettetela di fare solo pettegolezzo, e piuttosto controbattete al blog di luca rossi. Sembrate tutti automi rimbecilliti e binari: lui/non lui. Siete la prova vivente che luca rossi ha ragione!

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