Categorie: torino

Fino all’8.II.2002 | Marzia Migliora – The Flicker | Torino, Galleria Luigi Franco

di - 26 Dicembre 2001

The Flicker è la seconda personale di Marzia Migliora alla Galleria Luigi Franco Arte Contemporanea di Torino. Il titolo significa in inglese “guizzo, tremito, tremolio” e i lavori presentati in mostra (due proiezioni video e una serie di fotografie) sono tutti legati alla nozione di elettricità, metafora e proiezione delle sensazioni generate nella persona dallo stato di grazia dell’innamoramento. Con qualche riferimento ai Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, l’artista rappresenta tutti i momenti fondamentali di questa particolare situazione emotiva: dal desiderio, all’amore, al sentimento di attrazione e tensione verso l’altro avvertito come stato fisico prima ancora che sessuale.
L’innamoramento è uno Stato elettrico e questo è il titolo del primo video: una donna vestita di rosso, guarda fisso davanti a sé mentre i suoi capelli sono percorsi da una sorta di lunga scossa elettrica e si alzano fino a formare una corona dorata intorno al viso. Lo Stato elettrico è estasi (nel senso etimologico greco dell’ek-stasis = uscire da sé), una condizione miracolosa di stasi apparente, un movimento interiore in cui appagamento e tormento si confondono. Lo stato dell’innamoramento genera un campo di forze, l’innamorato si sfigura e si snatura, produce attorno a sé una sorta di cerchio magico e, senza accorgersene, risplende.
In Campo magnetico una mela rossa è appesa a un filo e l’artista la segue con la bocca, cercando di prenderla. Ne è anche toccata, richiamata per alcuni brevi momenti di contatto. Le immagini sono intense e sensuali, con spesso il primo piano sulla bocca. Il desiderio è istinto, non importa che il suo oggetto sia preso e posseduto o meno: il gioco della seduzione, e il suo gusto, sono tutti nel fatto che l’unione può avvenire che per un breve tempo. Poi c’è di nuovo separazione, si torna due, il mistero ricomincia dal suo principio, rinasce proprio per il suo essere sempre movimento nostro verso l’oggetto amato e dell’amato, quasi per un’innocente malignità, verso di noi. La figura della mela evoca immagini classiche di seduzione, come se desiderare significasse essere letteralmente stregati dall’oggetto amato, come avviene nella Bibbia o per il personaggio di una favola. Può finire in un morso o in un abbraccio: gesti infantili, insieme voluttuosi e violenti.
Nei lavori di Marzia Migliora c’è sempre una grande attenzione per gli stati esistenziali, i vissuti psicologici e le situazioni emotive, che sono rese attraverso immagini forti, fisiche, coinvolgenti.
Qui la pulsione sessuale è soprattutto dinamica, tensione verso l’altro. E’ dialogo interiore, che trascende le strutture linguistiche, dialettica duale primordiale e primitiva, madre di tutte le altre dinamiche o logiche binarie, di tutte le tensioni emotive e psicologiche: è morte filosofica dell’identità e sua costante fonte di continua generazione.

Articoli correlati
Un-expected, una mostra di giovani artiste a Firenze
Marzia Migliora alla fondazione Ratti durante il corso di Marina Abramovic
In marzo personale milanese per Marzia Migliora

Maria Cristina Strati
mostra visitata il 13 dicembre 2001


Marzia Migliora. The Flicker.
Torino, Galleria Luigi Franco Arte Contemporanea
via S.Agostino, 23/q
tel. 0115211336 – fax 0115211066 – galleria@lfac.it
dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30
mostra dal 12 dicembre 2001 all’8 gennaio 2002
(chiuso dal 23 dicembre 2001 al 7 gennaio 2002)
catalogo: sì (disponibile dopo l’inaugurazione della mostra)


[exibart]

Visualizza commenti

  • Dieci, non so chi tu sia, per me sei solo un numero che parla...ma sento che hai spezzato il sogno in una dolce fanciulla che voleva andare al ballo.

  • ma quale sfera e sfera. e' una mela quella li'. l'immagine e' comune perche' credo sia stato gia' tutto fatto da marina abramovic

  • Avevo solo visto il video del cimitero delle navi (biennale) della Migliora. Questo del flicker non ne sapevo abbastanza. L'immagine dell'artista che gioca con la sfera rossa, tuttavia, non mi risulta del tutto nuova. Ho avuto modo di vedere un film dei surrealisti, dove una donna, simile al personaggio della foto, giocava allo stesso modo con una sfera rossa, uguale in dimensioni. Tutto avveniva in un sogno-film (cortometraggio a colori). La palla in inglese è 'ball', ma significa anche il ballo. Si creava cosi con il doppio significato della parola, un desiderio profondo di ingoiare quella palla o ball, stante a significare il desiderio di andare al ballo delle debuttanti,da parte dell'artista.

Articoli recenti

  • Mostre

Il diario visivo di Nina Ćeranić in mostra a Venezia

Fino al 18 aprile 2026, la galleria A plus A a Venezia ospita la mostra “As I Shape the Object,…

14 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

È stata scoperta l’identità di Banksy

Il suo nome è Robin Gunningham, poi cambiato in David Jones. Reuters ha dedicato un’ampia inchiesta all’identità e al sistema…

13 Marzo 2026 23:16
  • Arte moderna

Il tempo sospeso di Vermeer: storia di un capolavoro a Palazzo Madama di Torino

Prestata dal Rijksmuseum di Amsterdam, Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer arriva a Palazzo Madama. Il…

13 Marzo 2026 20:00
  • Film e serie tv

Netflix racconta Frida Kahlo: in preparazione una serie sulla vita dell’artista

Netflix ha annunciato una nuova serie dedicata a Frida Kahlo: ispirata al romanzo di Claire Berest, racconterà la vita dell'artista…

13 Marzo 2026 17:10
  • Musica

A Milano la terza stagione di Suoni Trasfigurati: concerti nei musei della città

A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione…

13 Marzo 2026 15:30
  • Street Art

JR arriva a L’Aquila: il progetto Inside Out coinvolgerà oltre duemila cittadini

L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospiterà una nuova tappa di Inside Out, il progetto globale di JR che trasforma…

13 Marzo 2026 14:26