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Otto marzo a Torino

di - 8 Marzo 2002

Quest’anno per l’otto marzo la GAM di Torino propone un’interessante iniziativa: per tutto il giorno infatti l’ingresso al museo sarà libero sia per il pubblico femminile, sia per quello maschile. L’accesso libero riguarda sia le mostre in corso – l’esposizione dedicata a De Nittis, la personale del cubano Kcho per il ciclo Avvistamenti e i lavori in mostra alla Videoteca – sia la nutrita collezione permanente. Ma l’iniziativa non si ferma qui: in occasione della festa della donna, alle cinque del pomeriggio si svolgerà una visita guidata dal titolo Le figure femminili nelle collezioni del novecento della GAM, dedicata appunto alle artiste i cui lavori sono presenti nella collezione. L’idea è quella di configurare un percorso nell’arte del novecento attraverso gli occhi di artiste donna, cercando d’individuare le particolarità del loro sguardo. Tra le artiste di cui si parlerà figurano: Evelina Alciati, Jessie Boswell, Antonietta Raphael, Carla Accardi, Carol Rama e Louise Nevelson. Non si trascurerà però di considerare le opere di artiste presenti tra le nuove acquisizioni del museo. Tra queste sono numerose giovani leve dell’arte contemporanea italiana e non. In definitiva, questa sarà quindi un’ottima occasione per visitare le mostre della Gam e la sua collezione, lasciandosi guidare da un originale filo conduttore.
Un’altra iniziativa sul tema della donna concerne la mostra Lacrime d’ambra. Ornamento femminile nella Basilicata antica al Museo Archeologico Nazionale di Torino, a cura della Sovrintendenza per i beni archeologici della Regione Basilicata e della Regione Piemonte. Tema della mostra è l’evoluzione delle popolazioni in Basilicata tra il IX e il II sec. a.C. vista attraverso le trasformazioni degli ornamenti e bijoux femminili dell’epoca.
Ancora la storia dell’arte più recente attraverso l’operare artistico femminile è argomento della rassegna in corso al Cinema Massimo di Torino sui lavori di giovani registe iraniane. La rassegna è organizzata dal Castello di Rivoli in occasione della mostra di Shirin Neshat.
Attraverso queste occasioni, così diverse tra loro, è possibile riflettere sulla sempre più cospicua ed evidente presenza femminile in ambito artistico. E’ senz’altro un tema di moda, che mostra però anche i suoi limiti per il pericolo di ghettizzare, in certo senso, l’esperienza culturale femminile come qualcosa di non universalmente condivisibile. Sarebbe allora forse interessante proporre una mostra sul tema reciproco: come è cambiata l’immagine della mascolinità nel ventunesimo secolo? Ascoltando le possibili risposte a questa domanda, forse le donne si divertirebbero di più…

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www.gamtorino.it
www.beniculturali.it

Maria Cristina Strati

[exibart]

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