E’ stato nel 2000 che Peter Kaser ha trasformato in sito artistico un osservatorio/bunker della seconda grande guerra, situato nei pressi della statale che porta al Passo del Brennero. Il poeta Kurt Lanthaler venne chiamato per un intervento in loco e per l’occasione scrive la poesia himmel und hoell, riprodotta su una serie di lastre in plexiglas. La storia ha per protagonista il povero d’animo (e ricco di assegni) Tschoekk Madoia, che si getta nella rupe quando realizza la miseria morale del proprio mondo. Allude quindi a un confine sottile, dove la salita coincide con la discesa, mentre il momento culminante corrisponde a una presa di coscienza dalla quale il protagonista non può sfuggire.
Ora queste lastre, con attaccate foglie secche, terriccio e sassolini, sono state legate insieme con dei bulloni in una struttura cubica e appese a dei cavi di ferro che scendono dal soffitto della galleria. In esposizione si trovano anche le opere di Peter Kaser. Sono quadri ad olio su carta che ricordano il passaggio che porta a quel luogo. I colori sono caldi, con una predominanza di rossi e gialli, e le forme rotondeggianti risultano ospitali ed accoglienti. In particolare la lunghissima gradinata è percorsa da una patata dorata rotolante. Il tubero è presente anche all’interno dell’esposizione, posizionato su di una struttura complessa in ferro nero. Inoltre il movimento della stessa patata, immortalata in ogni diversa posizione, è reso sfogliando le 190 pagine del testo in un susseguirsi cinematica delle immagini, mentre la poesia di Lanthaler è riportata a sinistra. Il libro-catalogo è dunque testimonianza di questo lavoro a quattro mani.
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anny ballardini
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