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fino al 17.XI.2009 | Robert Bosisio | Bolzano, Galleria Goethe

di - 9 Novembre 2009
Robert Bosisio (Trodena, Bolzano, 1963) ha un corpo a corpo giornaliero
con la pittura. Non la lascia fluire sulle sue tele passivamente o come se
fosse ispirata da una vitalità ingovernata, ma è il frutto di un’interrogazione
continua e senza tregua.
Le diciannove tele esposte lo provano, rendendo fede del
punto in cui è giunta ora la ricerca. Tutta la mostra presenta, infatti, opere
che pongono il visitatore di fronte al punto preciso in cui l’interrogazione
dell’artista, per qualche istante, si è fermata. La palla viene quindi passata
allo spettatore, che avrà di fronte gli stessi dilemmi e cercherà, a suo modo,
di fornire risposte. Bosisio, del resto, non ha dato una soluzione definitiva
al suo fare pittorico, ma considera questa continua interrogazione creativa
come lo stato proprio dell’arte.
Chi credeva allora di vedere o rivedere in mostra le opere
del passato, in altre varianti, resta spiazzato. Le opere di Bosisio si sono
affinate con una nuova tecnica e con soluzioni cromatiche più tenui, che le
sposta su un altro piano. Se prima gli interni e i paesaggi invitavano a
cercare l’oltre delle cose, ora vengono protetti dietro sottilissime righe di
colore che stanno davanti a quanto è rappresentato.
Le immagini che circondano la nostra esistenza sono nitide
e brillanti; qui è il contrario. Pur essendo velate, inquietano. Anzi, proprio
perché c’è un ostacolo nella visione totale, risultano maggiormente ambigue e
dunque attrattive.

Asiatico
e Asiatico 2, entrambe realizzate nel 2009, dipingono un volto in
realtà indefinito sessualmente ed etnicamente, in cui il punto di vista dello
spettatore che osserva il quadro è rovesciato. Non si tratta più di un’immagine
restituita da un riflesso, ma di un volto che vive all’interno del quadro e che
scruta il nostro sguardo, protetto dalla velatura leggera del colore.
Si potrebbe parlare per queste opere di un vero e proprio
invito all’incontro fra la rappresentazione e lo spettatore. Sono lavori che
non pretendono di avere uno statuto di verità, bensì pongono l’osservatore in
uno stato di sospensione. Bosisio interroga la pittura per proporre le
condizioni esistenziali dell’interrogare infinito. Abbandonare le certezze per
mettersi in discussione e pensare attraverso le immagini: questo l’obiettivo.
Anche gli interni (Interno 3 e Interno 4) ripropongono spazi che solo
apparentemente sono quelli che l’artista dipingeva qualche anno fa. Ora sono
ancor più indefiniti, perché sono fuggiti dietro le velature di colore chiaro, e
sono quasi assenti.

Il colore è dunque il protagonista, come lo è sempre stato
per Bosisio. Ma qui c’è un salto tecnico che rende tutto diverso, compreso il
senso.

claudio cucco
mostra visitata il 17 ottobre 2009


dal 17 ottobre al 17 novembre 2009
Robert Bosisio – Opere recenti
Galleria Goethe Galerie
Via della Mostra, 1 – 39100 Bolzano
Orario: da lunedì a sabato mattina ore 10-12.30 e
15.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0471975461; fax +39 0471970260; galleriagoethe@libero.it;
www.galleriagoethe.it

[exibart]


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