La mostra Nuovo Spazio Italiano, realizzata dalla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento e dal MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, è a cura di Fabio Cavallucci, Giovanna Nicoletti e Giorgio Verzotti. Lo scopo è quello di creare una panoramica della giovane arte italiana, dandole visibilità in un momento in cui tutta l’attenzione è rivolta al Trentino: la mostra è infatti stata inaugurata in concomitanza con l’apertura della nuova sede del MART di Rovereto.
I diciotto artisti invitati, attraverso l’uso dei più diversi strumenti della comunicazione artistica contemporanea, quali la fotografia, il video,
La mostra si articola in due spazi espositivi. La prima location è la Galleria Civica di Arte Contemporanea in centro città. Qui troviamo due video di Stefano Cagol, che lavora sul tema dello sdoppiamento dell’immagine. In Stars & Stripes una bandiera degli Stati Uniti – col suo carico di simbologie – mossa dal vento diviene un elemento in continua trasformazione. In The Fate of Energy III è protagonista un paesaggio in piena tempesta con nuvole e fulmini che creano potenti mostri digitali. In entrambi le opere la ripetitività del ritmo provoca il disorientamento dello spettatore. Paola Pivi presenta un video tratto dalla performance realizzata recentemente al Palais de Tokyo di
Il secondo spazio espositivo è la storica sede del Mart presso Palazzo delle Albere . Daniele Geminiani ha realizzato una video installazione sonora di un treno in corsa, dove lo spettatore, bloccato tra due teli, diventa attore protagonista: l’attesa è ampiamente ripagata da un sussulto emotivo, scaturito dal fattore sorpresa. Laura Viale crea forti emozioni visive, ricostruendo nelle sue fotografie un paesaggio attraverso l’utilizzo di una luce artificiale catalizzatrice. Patrick Tuttofuoco nei suoi Velodream dà forma a oggetti da corsa, che richiamano per analogia le caratteristiche dei suoi amici e che sono parcheggiati casualmente nelle sale del palazzo. Marzia Migliora nella video installazione Crash testing, realizzata in collaborazione con una ballerina professionista, analizza il concetto di caduta, sviluppando un’immagine che provoca un senso di vertigine. Sissi ha pensato per l’occasione una delle sue consuete performance, dove è intrappolata nell’architettura del palazzo affrescato, imprigionata in una ragnatela – forse quella del passato evocato dalle mura antiche…
sara sciortino
mostra visitata il 7 dicembre 2002
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