Categorie: trento bolzano

fino al 5.IX.2004 | Transavanguardia. La collezione Grassi | Rovereto (Tn), Mart

di - 19 Luglio 2004

La recente acquisizione della collezione Grassi da parte del Mart di Rovereto rientra nel progetto -portato avanti dal Comitato Scientifico ancora all’inizio degli anni Novanta e più marcatamente in seguito- di incrementare il proprio patrimonio artistico per dare corpo alla collezione permanente. A finanziare il museo e le sue attività programmate annualmente è la Provincia Autonoma di Trento e, visto il forte onere finanziario da sostenere, l’idea di rivolgersi al collezionismo privato, per altro molto praticata nelle altre realtà museali internazionali, è stata subito cavalcata con convinzione.
La risposta dei collezionisti non si è fatta attendere e sono entrate nelle sale del museo la collezione Panza di Biumo e la collezione Giovanardi. Ora è la volta di una parte della grande collezione privata di arte contemporanea di Alessandro Grassi, e precisamente quella della Transavanguardia. Con questo deposito delle opere di Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino e Nicola De Maria, la collezione permanente del museo colma quindi una lacuna nella sua raccolta di arte italiana.

La selezione delle opere nella mostra, a cura di Nicoletta Boschiero e Laura Cherubini, ha puntato l’attenzione sulla parte più storica della Transavanguardia, quella legata alla sue origini degli anni Settanta e Ottanta. Nell’esposizione sono però presenti anche lavori degli anni Novanta, come testimonianza della coerenza di un collezionista che è andata al di là della moda e dello stretto interesse economico e che ha seguito, anche quando la stagione della Transavanguardia aveva esaurito la sua carica creativa, il percorso artistico di gran parte degli artisti.
Della Transavanguardia Achille Bonito Oliva a suo tempo ha tracciato e lanciato tutti i presupposti, sia teorici che poetici, parlando sempre di un “ritrovato piacere di una manualità non separata dall’impulso concettuale”. “La manualità” – scriveva – “significa capacità di fissare il lavoro dell’arte nelle adiacenze di una soggettività che utilizza tutti gli strumenti espressivi e tutti i linguaggi possibili”.
Ecco, nelle opere della Collezione Grassi in mostra è evidente la forza di questa “nuova espressività”, che non aveva alcuna direzione preclusa nel suo fare pittorico e che risiedeva negli “elementi strutturali che la caratterizzano: la mutevolezza, la provvisorietà, la contraddizione e l’amore per il particolare”.
Opere, ormai storiche, come Bar Tintoretto (1981) e Figura con teschio (1980) di Sandro Chia, Eroe del mare Adriatico centrale (1977-1980) di Enzo Cucchi, Semi (1978) di Francesco Clemente, Cinéma (1978) di Nicola De Maria e Quadro selvatico (1980) di Mimmo Paladino, testimoniano largamente tutto questo e il valore di questa straordinaria collezione.

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claudio cucco


Transavanguardia. La collezione Grassi
a cura di Laura Cherubini e Nicoletta Boschiero
MART corso Bettini 43
call center 800.397760
tel 0464.438887 – fax 0464.430827
mar_dom 10 – 18; ven 10 – 21; lun chiuso
ingresso intero 10 € – ridotto 7 €
catalogo Skira
www.mart.trento.it
info@mart.trento.it


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  • finalmente un museo che entra nel vivo della questione... la partecipazione delle collezioni private di arte contemporanea nelle istituzioni .adesso bisognerebbe far girare queste belle mostre ....

  • LA TRANSAVANGUARDIA LA TRANSAVANGUARDIA..........MA LA TRANSAVANGUARDIA ...........CHI RIGUARDIA?

  • Non c'è niente da fare questa transavanguardia di Bonito Oliva ce la propinano in tutte le salse( a mio avviso CHIA,CLEMENTE, PALADINO, DEMARIA E CUCCHI sono uno diverso dall'altro, basti pensare alle macroscopiche differenze di stile che vi sono tra Clemente,Cucchi e Paladino con Chia e De Maria ).
    Auspico l'interesse del MART per altri artisti italiani del secolo scorso ed attuale, storicizzati a livello internazionale ,purtroppo non ancora presenti in collezione.
    A mio avviso, poi, ritengo che Clemente, sia un artista che ha fatto un pò il battitore libero anche se inserito in origine nell'elenco di Bonito Oliva.
    Clemente è l'unico che risulta presente nella stragrande maggioranza dei musei più importanti del mondo.
    Appare con evidenza, quindi , che solo Clemente, per l'accortezza di essere andato a vivere a NEW YORK , ha davvero sfondato con il sostegno di gallerie molto potenti come Gagosian di New York.
    Interessante al riguardo l'intervista di Carmine Siniscalco a Barbara Castelli, direttrice della galleria Leo Casstelli di NEW YORK, riportata sul periodico ARTE di giugno-luglio scorso.

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