Categorie: trento bolzano

fino all’11.I.2009 | Meret Oppenheim | Merano (bz), Kunst Meran/o Arte

di - 4 Dicembre 2008
Kunst Meran/o Arte ha aperto il 2008 con la mostra Vote for women e lo chiude con L’occhio di Meret Oppenheim, disegnando un itinerario dedicato alla produzione artistica femminile di oggi e di ieri.
La monografica – curata da Valerio Dehò e realizzata grazie al patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano – raccoglie sessanta pezzi degli ultimi vent’anni di attività dell’artista, dagli anni ‘60 alla sua morte nel 1985. Attraverso oggetti, disegni, fotografie, oli e cartografie si ricompone il ritratto di un’artista la cui ricerca non è mai stata disgiunta dalla sfera di ricerca intima e personale.
Sebbene l’estrema libertà espressiva di Meret Oppenheim (Berlino, 1913 – Basilea, 1985) – che le fece mantenere sempre una posizione eccentrica rispetto al movimento surrealista, cui pur volentieri si avvicinò – impedisca di tracciare una linea rossa continua nella sua produzione, l’allestimento della mostra permette di affrontare le sue opere per nuclei tematici e per tecniche distinte.
Si passa dall’oggettistica, la pratica forse più celebre dell’artista, ben rappresentata da lavori come L’orecchio di Giacometti (1977) e lo Scoiattolo (1969), ai numerosi disegni e assemblage, alla ricca serie di fotografie, che vedono l’artista sia come autrice che come musa negli scatti di Man Ray. Completano l’immagine di Meret Oppenheim le documentazioni video (filmati basati sui suoi poemi e documentari a lei dedicati negli anni ‘80) e un carteggio inedito tenuto con il regista Georges Goldfayn, che ci svela la dimensione più intima della donna.
Nell’estrema varietà della produzione di Oppenheim si coglie la volontà di far emergere l’inafferrabilità e la ricchezza di sfaccettature che compongono il reale, e la presenza di una spiritualità che supera i linguaggi preconfezionati. I suoi soggetti principali, che tratta con ripetizione quasi ossessiva ma con variazioni inaspettate, sono figure archetipe quali le nuvole, il serpente, i sassi, caricati di un significato irrazionale e allusivo. Familiare sin dalla gioventù con le teorie di Jung sull’inconscio e sull’onirico, Oppenheim ha portato a compimento un viaggio nell’investigazione delle pulsioni più irrazionali dell’essere umano, non isolandole nell’analisi intimistica del sé, ma allargandole alla sfera dell’inconscio collettivo. Proprio in questo suo ragionare sugli istinti collettivi, avulsi da distinzioni di sesso, epoca storica o etnia, sta la modernità dell’artista.

L’opera che forse si può ritenere la summa della produzione di Oppenheim è L’occhio di Mona Lisa (1967), che dà il titolo alla mostra: dopo anni di sperimentazioni, negli ultimi decenni l’artista torna a mettere in primo piano la pittura (attraverso lo stesso soggetto snaturato dal surrealismo di Duchamp), la donna e lo sguardo. Come se il surrealismo rimanesse come sottofondo, come background per temi immanenti quali la consapevolezza del proprio essere donna e del proprio eccezionale contributo nella lettura della realtà.

articoli correlati
Meret Oppenheim a Berna

oriana bosco
mostra visitata il 6 novembre 2008


dal 3 ottobre 2008 all’undici gennaio 2009
L’occhio di Meret Oppenheim
a cura di Valerio Dehò
Kunst Meran/o Arte
Via Portici, 163 – 39012 Merano (BZ)
Orario: da martedì a domenica 10-18
Ingresso: intero € 4,50; ridotto € 3
Catalogo Skarabaeus
Info: tel. +39 0473212643; fax +39 0473276147; info@kunstmeranoarte.org; www.kunstmeranoarte.org

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarà presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • Attualità

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49
  • Mostre

Le opere di Pier Paolo Perilli sono scene da un fantastico quotidiano

Alla Galleria Eugenio Delfini di Roma, vanno in mostra i “quadrucci” di Pier Paolo Perilli: opere visionarie che raccontano il…

20 Febbraio 2026 12:13