Categorie: venezia

fino al 1.IV.2006 | Izima Kaoru | Verona, Studio La Città

di - 28 Marzo 2006

Mai la morte è apparsa così esteticamente desiderabile. In una stanza perfetta, arredamento minimal algido, atmosfera distillata, limpida e cartesiana. Tutto in perfetto ordine, nulla di scomposto. Anche il corpo delle donne sembra abbandonarsi al sonno eterno senza alcuno sforzo o dolore apparente. C’è il sapore del rito, del percorso già stabilito che si rispetta fino ai minimi particolari. Come fosse la cerimonia del tè.
Spiazzano e seducono le foto di Izima Kaoru (Yoyo, 1954), che ritraggono modelle orientali, vestite con abiti di grandi stilisti, come fossero cadaveri. C’è lo scandalo della morte, appena accennato, senza l’intreccio del noir o il sangue del pulp. E pure invitano perversamente l’osservatore al piacere della visione del corpo e dell’eros di cui la carne, ormai spenta, ancora profuma. È un piacere sottile, quasi autoerotico, da privato vizio borghese celato tra le mura di casa, da raffinata necrofilia d’élite. Non ci sono mani sporche, non c’è nulla che renda fisica e presente la realtà del trapasso: i cadaveri delle donne sembrano esistere solo per essere tali, non c’è volontà alcuna di dire o spiegare.
Lo stile compositivo è antinarrativo, allusivo per il tipo di situazioni che propone (un probabile amore saffico nella sequenza di Kato Ai and Nakashima wear Vivienne Westwood, un omicidio lungo un ponte ferroviario in Igawa Haruka wears Dolce&Gabbana), ma elusivo per i mille particolari che cita appena senza in realtà dare ad alcuno la forza di una spiegazione probabile o la consistenza da elemento chiave. Manca insomma la ragione del delitto, non esiste un movente né tanto meno un omicida, sembra proprio che la morte sia la strada scelta per far vivere un’estetica estrema, e senza le sbavature ematiche e la distruzione dei corpi di Crash di David Cronenberg.

Le foto di Kaoru raccontano paradossalmente anche dell’alienazione dell’individuo, che sceglie di morire in ambienti anonimi ma con abiti griffati, quasi i vestiti fossero l’ultimo baluardo della persona di fronte alla spietata caducità. Il trapasso, per sua natura spersonalizzante e antiumano, è addolcito e reso un piacere sottile −a noi insaziabili vouyeur− dai marchi di lusso. Accarezzati, come in Tanja de Jager wears Christina Dior, anche dai rami di un albero in controluce. Che si perde nella bruma ondivaga della campagna.

link correlati
Un’interessante scelta di foto
La biografia del fotografo nipponico
L’articolo di Newsweek sulle modelle cadaveri di Kaoru (in inglese)

daniele capra
mostra visitata il 1 marzo 2006


Izima Kaoru
a cura di Luigi Meneghelli – catalogo in galleria, € 10
Verona, Studio La Città, via Dietro Filippini 2
da martedì a sabato 9.00-13.00, 15.30-19.30
ingresso libero – per informazioni tel.045 597549, fax 045 597028 – lacitta@studiolacitta.itwww.studiolacitta.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Con la sua pittura, Nicola Verlato dà forma al mito: intervista all’artista

La mitologia classica, gli eroi contemporanei, la disfida con le macchine, tutto vive nella pittura di Nicola Verlato: l’abbiamo raggiunto…

16 Gennaio 2026 14:30
  • Mercato

Phillips mette all’asta i capolavori silenziosi di Vilhelm Hammershøi

Provengono dalla collezione dell’Ambasciatore John L. Loeb Jr, vale a dire la più importante raccolta privata di arte danese. Saranno…

16 Gennaio 2026 13:59
  • Moda

La sfilata è un’opera d’arte e va in mostra al Vitra Design Museum

Con “Catwalk. The Art of the Fashion Show”, il Vitra Design Museum indaga la sfilata di come opera d’arte di…

16 Gennaio 2026 13:30
  • Musei

Tre programmi museali da tenere d’occhio nel 2026

Da Vienna a Tashkent, passando per Lisbona: pratiche partecipative, nuovi modelli istituzionali e riletture delle collezioni segnano i programmi culturali…

16 Gennaio 2026 12:30
  • Mostre

La mostra di Gwen Evans da Monti8, a Roma

La poetica dell’artista britannica Gwen Evans arriva a Roma, con una mostra dall’atmosfera sospesa, visitabile fino al prossimo 24 gennaio

16 Gennaio 2026 11:29
  • Bandi e concorsi

Rigenerare con la fotografia: il nuovo bando del Ministero della Cultura

Il Museo rigenera Edizione Fotografia: la Direzione Generale Creatività contemporanea del MIC pubblica un bando da 825mila euro, per progetti…

16 Gennaio 2026 9:30