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fino al 10.IX.2006 | Antonio De Pascale / Michael Dumontier | Padova, Perugi Arte Contemporanea

di - 26 Luglio 2006

Una ricerca che dura da circa dieci anni quella di Antonio De Pascale, e che ha portato ad alcuni dei suoi progetti più significativi nell’indagine sociologica sugli effetti della cosiddetta cultura delle immagini del nostro tempo. Le logiche della comunicazione nell’epoca dei consumi sono diventate strumento per una ricerca concettuale e metalinguistica, in bilico tra derive di senso ed effetti di straniamento.
In Andata e ritorno (1995-98), il progetto di interscambio di packaging aveva reso manifesti gli aspetti più sottili della comunicazione di massa. Scambiando la veste del contenitore, lo spettatore veniva condotto ad interrogarsi sul proprio scenario quotidiano, dominato dagli spot e dagli stereotipi dell’industria. In Zoom (1998-99), il cambio di scala del prodotto permise la messa in scena della banalità del quotidiano, lo spazio fisico invaso sopraffatto dalla grafica pubblicitaria. Facevano qui la comparsa le prime contaminazioni, inattesi incidenti che, trasfigurando lo stereotipo, inducevano lo spettatore ad interrogarsi sul proprio ruolo di target delle corporation. Gli incidenti continuano anche nella serie May-be (1999-2000) ma finiscono fuori campo, coinvolgendo più direttamente lo spettatore e rendendolo complice della messa in scena.
Quanto fosse ormai labile il confine tra realtĂ  e finzione, spettacolo e consumo, lo si intuisce anche nella serie recente Break, dove famose tavolette di cioccolato (in mostra nella tiratura limitata di una versione inedita in scala 1:1), diventano supporto nel quale sostituire, ad un paesaggio familiare e tranquillizzante, quello degli eventi di cronaca quotidiana, innervati nel packaging.

Dalla catastrofe annunciata alla catastrofe divenuta: in Real Time, la nuova personale padovana, un colpo di vento spazza via, con le scatole vuote dei prodotti, anche il dramma quotidiano documentato dai media. Il packaging si contorce, collassa sotto il peso eccessivo di informazione, i prodotti acquistano connotati metamorfici e si riducendono a misera immondizia (o macerie a seconda del livello di senso, per dirla con Augé) che si accumula e stratifica. De Pascale ha perseguito con costanza, invero assai rara, un progetto concettuale complesso, cercando di indagare le chance della pittura, che oggi si presenta inevitabilmente debole, per tempi e tecnica, rispetto ad altri media. La pittura e i suoi generi obsoleti, come quello del paesaggio, trovano riscatto proprio nella loro inadeguatezza, diventando formidabile strumento di mediazione e comunicazione sovversiva. Di qui il superamento della bidimensionalità e della gabbia della tela ma soprattutto l’opportunità di utilizzare la strategia della cover (per dirla con le parole del curatore Marco Senaldi) per innescare derive di senso.
Nella project room, prima personale dell’artista canadese Michael Dumontier, esponente di quella che per molti è diventata ormai la scuola di Winnipeg e membro fondatore della Royal Art Lodge.

E quasi in contrasto con la sua colorata e sgangherata banda new pop, qui Dumontier si presenta in un’inedita veste minimal. Piccoli oggetti d’uso quotidiano e banali, come i fiammiferi a capocchia rossa, sono moduli a portata di mano per disegnare forme geometriche, abbozzare figure o stilizzare modelli grafici. Quasi dei loghi improvvisati, un lavoro che, senza entusiasmare, dimostra comunque una creatività mai doma e capace di rimettersi discussione.

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alfredo sigolo
mostra visitata il 10 giugno 2006


Antonio De Pascale / Michael Dumontier
Dal 6 giugno al 10 settembre 2006 (nel mese di agosto su appuntamento)
Padova, Perugi Arte Contemporanea, via Giordano Bruno 24
orario di visita: 10.00-19.30; lunedì 14.30-19.30; giovedì 10.00-22.30
per informazioni: tel. 049 8809507, mail perugiartecontemp@libero.it
a cura di Marco Senaldi


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