Categorie: venezia

fino al 12.VII.2003 | Andrea Salvatori – Collezione di ceramiche | Padova, Estro

di - 30 Giugno 2003

A ribellarsi sono quelli della banda di Andrea Salvatori (Faenza, 1975): lui li ha trovati, raccolti, liberati dalla caramellosa prigionìa cui erano costretti. Così, nella compagnìa del Grand Guignol (come la definisce il curatore Zanchetta) di Salvatori, innocenti damine diventano le spietate assassine di Batman o lascive compagne di elefanti dall’enorme pene dorato, necrofile latrici di brandelli umani, certosine affettatrici dell’abnorme mostro della laguna, scannatrici dei loro piccoli animali da compagnia, vittime esse stesse, infine, del cannone laser di un mobile suite.
E’ l’abilità del ceramista a creare la folle compagine: gli innesti e gli impeccabili interventi sulle figurine kitsch di gusto popolare attivano il più classico ed efficace processo destabilizzante. L’osservatore è blandito da oggetti della più triviale quotidianità, indotto ad abbassare la guardia di fronte alla consuetudine apparente, quindi sorpreso e colpito duro dallo svelamento dall’inattesa e straordinaria situazione.
Estraniazione e alienazione, rovesciamento linguistico ed ironia dissacrante: un inganno percettivo, un trompe l’oeil in piena regola che si manifesta all’insegna della promiscuità con la quale convivono elementi della memoria infantile, della religiosità popolare, della trasgressione giovanile, dell’immaginario pop di fumetti e cartoons. La scena di genere non rinuncia affatto alla sua natura popolare e diventa invece catalizzatore di suggestioni, di generi appunto, che stanno agli antipodi nella realtà ma convivono nella fantasia di ciascuno di noi. Il riferimento a Jeff Koons e Luigi Ontani è perfino scontato, anche se Salvatori tende a celare il suo messaggio nella serialità dozzinale, vincolando alla prassi all’object trouvé.
Il virtuosismo nel trattamento della terraglia, ceramica a pasta porosa, diventa, in questo contesto, determinante per la buona riuscita di un lavoro che procede per accumulo, sia dal punto di vista plastico che concettuale.
In mostra sono una quindicina di composizioni, collocate su bianchi centrini ricamati, un’espediente utilizzato anche da un’altra abile ceramista, Marina Bolmini, la cui prassi plastica si manifesta però nella materializzazione dei personaggi virtuali dei videogiochi.
Nella sua prima personale Salvatori mette in mostra forse troppe opere, allestite in modo un po’ frettoloso e banale, ma svela anche i passi avanti di una ricerca che si volge a dimensioni maggiori rispetto al passato e tende a liberarsi dei vincoli dell’object trouvé, che resta come punto di partenza e motivo ispiratore per scenari più articolati ed originali.

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alfredo sigolo
mostra visitata il 7 giugno 2003


Andrea Salvatori – Collezione di ceramiche
Dal 7.VI.2003 al 12.VII.2003
Padova, Estro, via s. prosdocimo 30
orario di visita: 17.00-19.30; chiuso lunedì e festivi
per informazioni: tel/fax 049 8725487; e-mail estroarte@libero.it
testo di Alberto Zanchetta


[exibart]

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