La cosiddetta “sensibilità femminile” diventa rilevante quando arriva a coincidere con un sentire universale, utilizzabile da chiunque. È il caso di Valeria Agosti Nelli (Bergamo 1970; vive a Milano) e Clara Brasca (Milano, 1955) accomunate da una forma eloquente di sensibilità. Delicatezza e corposità, introspezione e voglia di penetrare con lo sguardo e con la razionalità ciò che le circonda: le due “regine di cuori” della mostra curata da Ivan Quaroni richiamano con forza l’attenzione dello spettatore.
Valeria Agosti Nelli colpisce al cuore con le sue figure, prevalentemente femminili ma in possesso di un’androginia universalistica, che sembrano uscite da un mondo ulteriore per indicare la via di un possibile riscatto non violento. La sensibilità e la fragilità, che costituiscono il punto di partenza dell’artista, sono simboleggiate dal materiale privilegiato, la carta. Essa viene declinata in installazioni di dipinti su carta, e in sculture sghembe che raggiungono un equilibrio paradossale ma solidissimo. Molto significative poi le opere su carta della serie Voglio scendere, in cui compaiono creature femminili parzialmente deformi, come se i sentimenti che provano ne alterassero la fisionomia.
Il prossimo obiettivo della ricerca dell’artista, secondo quanto lei stessa dichiara, è quello di donare alle sue installazioni una dimensione ambientale, che interagisca con lo spazio. Un primo esempio viene dato nella sala sotterranea di questa mostra: la più sussurrata, la più magniloquente. Visitare una mostr
Clara Brasca è una pittrice che cerca di unire classicità e libertà interpretativa contemporanea, con un approccio allo stesso tempo concettuale ed estetizzante. Le figure sono classicheggianti nei riferimenti e nello stile, i corpi sono tondeggianti come nel “Ritorno all’ordine”, ma i colori sovrapposti alle figure creano un sottile effetto di contrasto che eredita anche le logiche Pop.
Le figure sono composizioni che inseriscono in scene classiche e del mito elementi di citazionismo tratti dalle opere degli artisti contemporanei. Un riferimento che salta alla mente è quello alla Transavanguardia, ma si tratta di affinità elettive: si riscontra una parziale coincidenza dell’immaginario di riferimento, e la stessa voglia di ricontestualizzare sottilmente il materiale di base.
Il ciclo presentato in mostra costituisce un potenziamento delle possibilità del disegno: grandi carte incorniciate, in cui il contorno in rilievo delle figure funge anche da separatore fra i vari campi cromatici. Tale contorno è tratteggiato dalla Brasca per mezzo della colatura, effettuata tramite l’espediente di piccoli coni di carta, come si trattasse della decorazione operata da un fine pasticcere.
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