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Fino al 16.I.2002 | Elena Arzuffi ed Ennio Bertand | Padova, Galleria Estro

di - 28 Dicembre 2001

ma soprattutto è condiviso il forte senso di riscatto, a dispetto di una visione tragica della vita dai profondi accenti sentimentali.
Ennio Bertrand sta conducendo una ricerca che è radicata nella contemporaneità, e non solo per l’impiego delle tecnologie utilizzate dalla comunicazione di massa ma soprattutto perché è artista impegnato nella manipolazione del flusso indistinto d’informazione che ci investe quotidianamente. Egli si appropria di materiali sonori e visivi di diversa provenienza (servizi televisivi, telecronache sportive, insignificanti riprese a camera fissa, notizie di cronaca e politica estera o, in altri casi, semplici registrazioni di voci e suoni), li assembla e li manipola ricreando nuove sequenze, un nuovo flusso che da un lato denuncia la propria autoreferenzialità, dall’altro si offre completamente trasfigurato nelle sue trame. Bertrand rinuncia al fascino patinato e falso dell’immagine o dell’oggetto reale e gli sostituisce un messaggio prettamente psichico. Se a questo poi aggiungiamo che le opere di Ennio si caratterizzano per il fatto di interagire con l’osservatore in modo decisivo, il gioco è fatto. A Padova è esposta l’installazione dal titolo “Passi”, un light box in cui sono memorizzati brevi filmati della durata di uno spot: sono immagini drammatiche di guerre recenti, spensierate di gare podistiche o documentarie di situazioni metropolitane. In tutte si vedono uomini in cammino, ed è proprio l’atto di avanzare o retrocedere del visitatore a causare l’avanzamento o l’arretramento della sequenza filmata, mentre l’immobilità dell’osservatore resetta la proiezione e ne genera una nuova. A latere dell’installazione è esposto un gruppo di opere dell’artista dalla serie “Cieli”. Sono riquadri di velluto o lana di vetro monocromi in cui si celano piccoli led intermittenti e gli stessi led appaiono su alcuni circuiti stampati trasparenti. Interessanti sono soprattutto i secondi: corollario ideale per l’installazione sopra descritta, queste lastre appaiono come immagini notturne da satellite di grandi metropoli.
Elena Arzuffi prosegue invece nella sua indagine di ansie ed inquietudini che si generano tra le rassicuranti pareti domestiche, dove la libertà di pensiero e di azioni è messa in crisi dalla istituzione di una rigida pantomima, un gioco delle parti nel quale la figura femminile è spesso la vittima principale. E la condizione delle donne è appunto il tema preferito di Elena, della quale si ricorda la pluriesposta opera “Casa di bambola” di ibseniana memoria.
In un video-cartone in-animato sagome di cartone popolano un ambiente domestico tanto fintamente popolare da risultare asettico e impersonale. Le note di Duke Ellington scandiscono il montare della tensione emotiva e dell’oppressione psicologica determinata dall’incomunicabilità, dalla solitudine e dalla squallida routine. “Volata via”, questo il titolo del video, termina con l’apertura improvvisa di una finestra ed uno strano schianto, o forte battito d’ali: è la rottura ed insieme la fuga come liberazione e riscatto della propria identità; destinazione: il buio della notte, l’ignoto come rifugio. Elena Arzuffi ha ricostruito in galleria alcuni elementi della casa descritta dal video, ivi compresa la sagoma della protagonista. Esposte sono anche alcune opere fotografiche (“Solo” e “Io non ho paura”) in cui solitudine e desiderio di libertà restano i temi dominanti.


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Alfredo Sigolo



“Elena Arzuffi ed Ennio Bertrand”
Dal 14.XII.2001 al 16.I.2002.
Padova, Galleria Estro, via S. Prosdocimo 30.
Ingresso: gratuito.
Orari: dalle 16.00 alle 19.30. Chiuso domenica e lunedì.
Tel/Fax: 04987254487 estroarte@libero.it


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  • Ennio si appropria di materiali sonori e visivi di diversa provenienza, Elena prosegue nella sua indagine di ansie ed inquietudini, ma nelle opere di ambedue vi è lo stesso messaggio,il mistero della propria identità.

  • Un articolo bellissimo scritto dal bravo Alfredo Sigolo, un argomento interessante, non comprendo perchè non sia stato sentito e commentato.

  • Cara Maria Pezzica vorrei aggiornarti nel dire che questa giovane emergente video- artista ha lanciato un altro video ad Artissima 2002, chiamato Apriti sesamo. Stranamente vicino al mio modo di essere, un pó intimista e "homebound" anche le musiche non sono male. Una animazione "back to basic" Incollo nella homepage il link al video.

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