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Fino al 16.I.2015 | Giovanni Sartori Braido, Vito Stassi, Sedici Sfumature di Grigio | Galleria Massimodeluca, Mestre

di - 14 Gennaio 2015
Due protagonisti per una mostra, due artisti, entrambi giovani, entrambi pittori di formazione ma decisamente curiosi e attivi nell’esplorazione di linguaggi altri, sono Giovanni Sartori Braido e Vito Stassi. In una vibrazione monocroma che oscilla fra la memoria e la sua perdita, l’archivio e la sua dissoluzione, il brulicare esteso delle immagini e il silenzio invernale dei circuiti di silicio, i due giovani artisti abitano con le loro opere lo spazio binato e tripartito della galleria.
Vito Stassi lavora sul disapparire dell’immagine e della memoria, sulla consistenza materica e percettiva dei ricordi che diventano polvere prima che pigmenti. In una poetica che ricorda l’artista palermitano riflette anche al ricorrere di figure del linguaggio, sulla luce utopica e distopica che la possibilità della pittura sulla tela rappresenta. In sospensione fra il gesto di dipingere e di cancellare, di ricordare e dimenticare, le sue tele restano sospese fra una immagine di un mondo che rifiuta di lasciarsi catturare, resistente all’impressione sulla retina come sulla tela, e l’opacità della polvere e delle cose. Ricordi piranesiani in dettagli mitici e ricorrenti di ornamenti architettonici, balenare di luci notturne e riproduzioni di foto cancellate o viste come di passaggio restano così in una temporalità senza riferimenti e in uno spazio cancellato più che disegnato. Che per questo esalta lo spazio reale in cui è esposto.

Da qui il dialogo con l’opera di Sartori Braido, che invece lavora sull’imprimibilità irrevocabile dell’immagine sintetica e digitale. Grandi acrilici che sono in realtà bassorilievi al limite del piatto, in cui non si distingue bene il collage dal disegno dalla stampa dalla pittura, vivono nel riverbero sonoro di una frase di musica elettronica e di un segnale come di neve sullo schermo in un frammento video loop, come a testimoniare altre possibilità di memoria e di dimenticanza.
Il titolo “Sedici Sfumature di Grigio”, ironico e un po’ provocatorio voluto dalla curatrice Eva Comuzzi, riduce le cinquanta sfumature di grigio del best-seller più venduto della storia, – ricamo sulle pruderie di signore forse un po’ annoiate e attempate che sembrano essere la maggioranza della popolazione di lettori al mondo in questo momento, – riportandola alle sedici percepibili dall’occhio umano.
A fidarsi dell’espressione artistica, le possibilità di combinazione di sedici possibilità di grigio bastano a perdersi fra pensiero, ricordo, ideazione del futuro, racconto e cancellazione di tutto questo.

Irene Guida
mostra visitata il 9 gennaio
Dal 29 novembre 2014 al 16 gennaio 2015
Giovanni Sartori Braido – Vito Stassi
Sedici Sfumature di Grigio
Galleria Massimodeluca
via Torino 105/Q
30172 Mestre Venezia
Orari: lunedì – venerdì 10.00 — 17.00
sabato su appuntamento

Ha collaborato con Duel, Duellanti, D’Architettura scrivendo di spazio e arte. Collabora con Exibart dopo aver pubblicamente richiesto a Germano Celant di firmare una dichiarazione che ripetesse le sue parole “Ragazzi, l’arte, in fondo, è artigianato”. La richiesta non è stata esaudita. Ha inoltre studiato presso l’Università IUAV di Venezia, dove ha seguito il laboratorio di Joseph Kosuth e ha conseguito un dottorato in Urbanistica nel 2012, dopo un periodo di studi negli Stati Uniti presso la UMBC di Baltimora e la New School di New York. Svolge attività didattica e di ricerca all’Università IUAV. Fra i suoi testi, Corridoi. La linea in Occidente, Quodlibet, Macerata 2014.

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