Il progetto degli architetti Cappai e Mainardis è nato venticinque anni fa con l’ambizioso obiettivo di costruire un centro polifunzionale aperto ai linguaggi del futuro tra comunicazione, espressioni artistiche ed innovazione tecnologica. Adesso, ultimati i lavori, questo edificio ospiterà corsi di acculturazione informatica di vari livelli, laboratori rivolti a bambini e ragazzi per un approccio creativo e ludico alle nuove tecnologie, attività di ricerca nel mondo artistico contemporaneo attraverso seminari, eventi e anche contatti con altri centri nazionali ed internazionali che lavorano nello stesso settore.
Per presentare il Centro Candiani, in cui verrà trasferita la Biblioteca Civica e si costituirà il Museo della Città di Mestre, sono stati chiamati 15 giovani artisti a confrontarsi sul tema della Terraferma, termine che indica lo spazio “nuovo”, da sempre distinto dall’insularità e dalla storia di Venezia. Artway of thinking, Gabriele Basilico, Bianco Valente, Loris Cecchini, Marco Cingolani, il gruppo Interno Tre, Armin Linke, Marcello Maloberti, Luca Pancrazzi, Michelangelo Penso, Perino & Vele, Sara Rossi, Berhard Rüdiger, Luca Vitone, Italo Zuffi, propongono attraverso fotografie, video, performance, installazioni, dipinti le loro rappresentazioni della terra – ferma, come luogo che mostra i segni e le contraddizioni dello sviluppo sociale contemporaneo, che sta cercando una propria identità dentro e fuori i contesti urbani sempre in perenne trasformazione.
Buona parte degli artisti sono piuttosto noti e comunque già inseriti nel circuito dell’arte contemporanea. Tra i quindici emergono Sara Rossi, con il suggestivo e raffinato video “Maia”, Italo Zuffi, con le sue “Scomposizioni IV”, 2000, in cui propone edifici smontati, pezzi di architetture senza rappresentazione, e Luca Vitone attraverso le “tracce fotografiche” dei “Pittoreschi viaggi privati”, 1995/98, che idealmente si ricollegano all’installazione “Sonorizzare il luogo”, 2001, rappresentazione di voci e suoni legati alle diverse regioni italiane.
Si viaggia tra le vie di Mestre nel video interattivo di Michelangelo Penso “Eredità urbane”, 2001, mentre gli Interno Tre ci conducono e nei luoghi dimenticati e marginali delle periferie con le immagini dure ed icastiche del loro video “Dutch Tiles”, 2001.
La mostra, organizzata dal Comune di Venezia e curata da Riccardo Caldura, appare ben ancorata al tema proposto. Ottima la grafica del catalogo edito da Charta; i contributi critici di Renato Bocchi, Marco Belpoliti, Elio Grazioli, Roberto Ferrucci, Franco La Cecia, Piero Zanini e dello stesso Caldura, introducono ad un ricco repertorio di immagini che illustrano le opere degli artisti invitati.
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Sulle iniziative del Comune di Venezia
Per avere notizie sugli artisti della mostra
Stefano Coletto
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questi viraggi verdi di BiancoValente li trovo di una valenza estetica pazzesca. BELLI !!!
ciao a tutti, bella recensione.
La presentazione di Stefano Coletto è un'apoteosi di questioni davvero suggestive e interessanti.
Ci capita molto spesso di notare in Exibart alcuni articoli così professionali da indurci all'indifferenza.
Chi è uso a riconoscere la bellezza, ne cerca sempre la sua maggiore idea.
Stefano ci è stato d'aiuto, questo era il suo compito nella composizione del pezzo.
E vi è riuscito.
Davvero complimenti.
Ciao, Biz.