Da diversi anni la fotografia ha assunto un ruolo fondamentale nell’ambito della rappresentazione artistica. La Galleria Estro propone una doppia personale per due giovani artisti, Fabio Bonetti e Marco Campanini, entrambi dediti ad esplorare le infinite possibilità che il mezzo fotografico può offrire. Il mezzo utilizzato è quindi il filo conduttore che lega le ricerche dei due, ma, mentre Bonetti sceglie la fotografia come punto di partenza per realizzare un quadro, Campanini, al contrario, la usa come linguaggio esclusivo.
Per realizzare i suoi dipinti, Fabio Bonetti (Modena, 1981), scatta in un primo momento una decina di immagini, ottenendo una serie di fotogrammi in bianco e nero; successivamente procede all’eliminazione del superfluo, e da ultimo al riempimento dell’immagine, fortemente sintetizzata, con ampie campiture di colore di derivazione pop, gialle e arancioni in particolare. Oltre ad una matrice fotografica emerge nei quadri di Bonetti un’originale ed affascinante matrice cinematografica, ispirandosi, come nota Luca Panaro, “alle riprese ribassate e grandangolari di Orson Welles e ai plongée di Alfred Hitchcock”. Ne risulta una pittura sintetizzata all’estremo.
Marco Campanini (Parma, 1981) parte, invece, da stampe antiche e le fotografa dando loro una forte tridimensionalità.
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