L’atmosfera è sognante entrando nell’angusto spazio dedicato alla personale di Janet Bellotto, artista canadese che espone ancora una volta a Venezia. E proprio la città lagunare diventa, con i suoi canali e la sua luce, la musa ispiratrice. L’acqua, come la natura, sono motivi portanti del lavoro della Bellotto che si snoda tra foto, video, performance e installazioni.
L’immersione nel mondo naturale è ricorrente. Tra il fantastico e la forza della natura si muovono i soggetti, che l’artista dispone in modo attento all’interno della composizione fotografica. Le persone ritratte sono attori che riempiono una scena, attentamente costruita e pensata. In Dreaming invece, appare una dimensione di sogno che si lega a un elemento scenico, una valigia, che, posta vicino al corpo disteso e sognante, carica l’immagine di poeticità.
L’artista sperimenta anche le foto lenticolari, nelle quali due immagini si sovrappongono: figure di castelli e dame medioevali tratte dal pre-raffaellita Millais che riportano ancora una volta all’immaginario fantastico e fiabesco. Quadri come La morte di Ofelia (1851) e Mariana (1850) vengono riproposti in una versione contemporanea che tenta la spettacolarità visiva.
Con conchiglioni di vetro e sale grosso l’artista realizza la sua installazione, che fa da scenografia ad un’ampia foto stampata su carta per acquerelli di un famoso quadro preraffaellita. Il titolo della mostra, Buio, non si riferisce alle immagini dell’artista, ma al grigiore e all’oscurità del vivere quotidiano, un grigiore dal quale è necessario fuggire.
roberta bernasconi
mostra visitata l’8 ottobre 2005
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