Nello spazio ampio, luminoso e minimale della galleria Studio La Città troneggia l’opera in fase di allestimento Microbursting Thunderhead (2003), una composizione di globi bianco/trasparenti, illuminati internamente, che aldilà della collocazione canonica nel filone artistico della moltiplicazione seriale, richiama atmosfere ultradimensionali. L’oggetto, la sfera, reiterata, perde unicità; la sua singolarità si annulla e diviene parte di un lavoro ancora in fieri, proiettato ormai verso l’astrazione e la materializzazione.
Grande risalto per la luminosità, resa in maniera tenue e suggestiva.
A corona di Microbursting Thunderhead, una serie di moduli senza titolo (2003) in poliuretano smaltato, di vari colori: bianco/nero, bianco/verde, bianco/blu, bianco/celeste. Forme cubiche di varia dimensione, che trasgrediscono alla regolarità geometrica con la faccia superiore scolpita, intaccata, scavata.
E’ un’esposizione sobria, limitata a pochi pezzi. Jacob Hashimoto (Greeley, U.S.A., 1973) compie trent’anni nel 2003: di origine giapponese (e nei suoi lavori è percepibile…), vive e lavora a Los Angeles, dopo gli studi al Carlton College ed alla School of the Art Institute of Chicago. In Italia è stato ospitato alle collettive “Officina America” (palazzo dell’Arengo, Rimini, 2002) e “Intermezzo” (la stessa galleria Studio
Una frequentazione dunque assidua dell’Italia, di Verona in particolare, con assodato e crescente successo, per proporre opere dall’estetica lieve e semplice, dal significato multiforme, legato all’interpretazione individuale e all’ampiezza di confini propri della moltiplicazione oggettuale.
alessandra moro
mostra visitata il 9 luglio 2003
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