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Fino al 22.XI.2015 | Padiglione del Canada 56 Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia |

di - 12 Giugno 2015
Canadissimo non il nome di un nuovo profumo canadese griffato, ma di una istallazione ambientale  ispirata all’ambizioso progetto “Gesamtkunstwerk” (opera d’arte totale) immmersivo, del collettivo BGL, composto da Jasmin Bilodeau, Sébastien Giguère, Nicolas Lavaverdiére, attivo da quasi vent’anni, in cui l’allestimento è parte integrante dell’opera di una sorprendente architettura dell’effimero.
Si accede nel Padiglione canadese, il più ironico dei Giardini, dal piano terra attraversando una sorta di minimarket rionale di cibo asiatico in scatola, intriso di profumi speziati e vari prodotti di uso domestico come metafora della globalizzazione contemporanea: orientali sono anche le commesse. Il secondo ambiente è claustrofobico, inquietante e caotico per l’eccesso di accumulo convulsivo di oggetti diversi, creato quasi interamente con materiali riciclati, più simile una cantina o ironica “stanza simbolica” della globalizzazione in cui si plasma  l’identità materialista della nostra epoca. E in questo spazio “Merzbau” new-dada, ispirato a quello di Kurt Schwitters (1887-1948), strutturato attraverso una serie di accumulazioni progressive di oggetti e materiali vari, con l’obiettivo di reintegrare la forma architettonica nel processo di vita, in bilico tra ordine e disordine, essi divengono “attori sociali” della glocalizzazione in cui si valorizza l’elemento della discontinuità e paradossalmente della sequenza, come si vede nel padiglione.
L’assemblaggio di circa un centinaio di barattoli ricoperti di vernice gocciolante, ha un effetto pittorico e straniante  e pittorico al tempo stesso , che richiama alla memoria quelli di Daniel Spoerri e di Arman. Superato questo ambiente, si trova una scala che conduce a una terrazza panoramica del padiglione affacciata sui Giardini, dove incuriosisce un complesso  e labirintico groviglio di tubi simili alle grondaie che invita il visitatore a introdurre le monete, le quali finiscono dentro a una grande vetrata e nel tempo porteranno a compimento un’ architettura vagamente Jugendstil, effimera, d’impatto scenografico che  invita a riflettere su intriseci rapporti  fra arte e architettura: perno costrutti
vo delle attività del Bauhaus o Dee Stijl.
Il Padiglione canadese, a cura di Marie Fraser, valorizza un tema cruciale del nuovo millennio che per semplificare si racchiude nella domanda: “Quale identità nazionale si può salvaguardare nella società globale”? Ai posteri l’ardua sentenza e se immaginate un ambiente unitario, armonioso seppure caotico e visionario anche nelle sue diverse parti in cui si riconosce un‘impostazione stilistica occidentale dove il non finito, le ibridazioni di merci e culture, mettono in scena una potenzialità costruttiva ancora tutta da esplorare, allora visitate questo Padiglione, il quale con leggerezza e humor affronta temi complessi in cui ordine e disordine coesistono con la mercificazione dell’arte.
Jacqueline Ceresoli
mostra visitata il 6 maggio
Dal 9 maggio al 22 novembre 2015
Bgl, Canadissimo
Padiglione Canada
Giardini, Venezia
Orari: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00
Info: www.gallery.ca

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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