L’esplorazione delle proprietà dei materiali e la forte sensualità degli oggetti rendono le produzioni di Gaetano Pesce (La Spezia, 1939) innovative e rivoluzionarie. Particolari esperimenti su forme e proprietà della materia fanno nascere oggetti che ispirano il desiderio. Ma il design più all’avanguardia, quello che lancia prodotti unici sul mercato, diventa spesso bello e impossibile da possedere. Questo è il grande nodo problematico che lega industria e artigianato, massa e individuo.
Il lavoro di Gaetano Pesce non ha mai desiderato inserirsi in un determinato movimento o corrente. Dagli anni Sessanta la sua produzione, genericamente definita arte elastica, vive di una chiara impronta personale. Arte e design vivono insieme in prodotti lontani dall’espressione anonima, veri e propri testimoni di punti di vista e opinioni.
Le resine, il poliuretano e la gommapiuma, combinati con materiali più tradizionali, dichiarano la propria unicità e si affermano come prodotti sensibili alla coscienza del vivere contemporaneo. Vasi multicolori modellati come plastilina, grandi poltrone antropomorfizzate e lampade stravaganti dai temi scientifici e onirici ne sono il risultato. La sedia Feltri, realizzata in gommapiuma e feltro, è capace di avvolgere e prendere la forma di chi si siede, di farsi testimone di un momento. Questa come le altre produzioni, sono lontane da un disegno tecnologico o progettuale fatto di rette e ortogonali, mentre si arricchiscono propriamente di un disegno morbido, plastico e infantile.
Le cuciture “malfatte” delle poltrone, o i bordi irregolari della serie di vasi in resina, assumono uno stile ludico che sensibilizza all’espressione del più divertente dei giochi: l’utilizzo del senso tattile e dei colori per modellare forme sempre diverse.
L’esposizione offre anche la visione di alcuni disegni che dimostrano l’attenzione dell’architetto verso i principi della pittura e della scenografia. Un video conclude il percorso e illumina i temi poetici di Gaetano Pesce che conferma la sua solida presenza e il suo stabile apporto culturale nell’arte come nel design.
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