A dieci anni dalla scomparsa Venezia ricorda Hugo Eugenio Pratt (Rimini 1927- Losanna 1995). E lo fa in modo semplice e informale, come si fa per gli amici. Perché Pratt era un amico. Era un cittadino del mondo, un’anima in eterno viaggio -per scoprire sé stessa e inseguire i propri sogni- ma un grandissimo vincolo lo ha tenuto sempre legato alla città veneta. Non ha mai dimenticato la sua Corte sconta detta Arcana, dove giocava da ragazzino o i luoghi magici e misteriosi dove si perdeva la sua curiosità.
Vecchi albi, disegni, riproduzioni di tavole, pannelli e filmati illustrano il suo percorso artistico, mentre per raccontare l’uomo sono in programma una serie di incontri. Asso di Picche, Sgt. Kirk, Gli Scorpioni del deserto e Wheeling sono tra le sue opere più importanti, anche se a consacrarlo e renderlo noto al grande pubblico è stato senza dubbio Corto Maltese. Ed è quindi questo personaggio a fare gli onori di casa. È difficile dissociare la figura di Corto da quella del suo creatore, l’amicizia che lega i due è un rapporto indissolubile. Corto appare per la prima volta nel 1967 nel primo numero del fumetto Sgt. Kirk nell’avventura intitolata Una ballata del mare salato. Lo ritroveremo solamente a partire dagli anni Settanta sulla rivista Pif in Il segreto di Tristan Bantan. E’ l’inizio di una saga che si sviluppa attraverso una ventina di episodi, ricordati nei pannelli dell’esposizione. Corto è un gentiluomo di ventura, un avventuriero dalla sensibilità romantica, un uomo libero. Forse solo “il re degli imbecilli, l’ultimo rappresentante di una dinastia completamente estinta che credeva nella generosità e nell’eroismo”, come egli stesso si definisce. E proprio le sue frasi più significative fanno da
Ma Pratt non è solamente un grande narratore, è anche un artista dal tratto e dallo stile inconfondibile. Questa mostra non rappresenta un punto di arrivo o un omaggio isolato, ma si colloca in un più ampio progetto che prevede l’acquisto da parte del Comune di Venezia della ricca biblioteca di Pratt e la sua collocazione al terzo piano di Palazzo Fortuny. Un giusto tributo per un uomo che ha innalzato il fumetto ad opera d’arte.
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